Non aprite quella Porta (a Porta)!

Stasera Porta a Porta, il programma televisivo di Rai1 noto per essere la “terza Camera” italiana, luogo di discussione che il Parlamento messo a confronto sembra un’assemblea di condominio, ospiterà Salvo Riina.
Sospesa per un attimo l’era dei plastici, Bruno Vespa mette a segno tre colpi uno dopo l’altro: prima i Casamonica, poi il padre di Manuel Foffo adesso Salvo Riina. Se questo è il servizio pubblico, #chiudetelaRai. Subito.
Il trentanovenne figlio di Totò “u curtu”, che ha appena finito di scontare la pena di 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa, risponderà alle domande del giornalista e presenterà il suo libro “Riina-Family life”.
Il contribuente che paga il canone potrà guardare e ascoltare comodamente dal divano di casa sua lo scrittore mafioso, figlio e fratello di mafiosi, seduto sulla poltrona a mò di una star di Hollywood ospite del David Letterman Show.
Come se non bastasse la fascinazione di cui hanno beneficiato e continuano a beneficiare i mafiosi grazie alle fiction e ai film.
Mass media che “raccontano invece la storia di boss che,nonostante decine e decine di omicidi commessi, finiscono per diventare simpatici e capaci di sentimenti” come ha scritto il professore Antonio Nicaso nel suo ultimo libro “Mafia” edito da Bollati Boringhieri.
Diceva Borsellino: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.
Ma non così, vi prego.

P.S.
Pare che Giuseppe Salvatore Riina, per gli amici Salvo, durante l’intervista si sia lamentato del fatto che non accarezza suo padre dal 1993.
Pensate alla reazione che una moglie o un figlio di un uomo murato vivo o sciolto nell’acido potrebbe avere al suono di queste parole.

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