La riforma del Senato? Eccola


Un anno fa 19.421.025 italiani mettevano la crocetta sul «no» al referendum per l’approvazione della riforma costituzionale.
Veniva così archiviato definitivamente il tentativo di Matteo Renzi & co. di modificare la Carta Costituzionale.

La Riforma, tra le altre cose, avrebbe permesso al Parlamento di lavorare più facilmente snellendo l’iter legislativo e, di fatto, depotenziando il Senato della Repubblica. In nome di una «democrazia facile e immediata» si tagliavano pezzi dell’iter procedurale.
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Perchè voto Sì (di Francesco Canadè)

di Francesco Canadè*

Oggi si assiste a una politica globale in cui i problemi socio-economici appaiono irrisolvibili rispetto alle forze dei singoli Stati nazionali che, a loro volta, necessitano di governi stabili che attuino quelle politiche programmatiche per le quali sono stati investiti. Contestualmente, lo Stato e gli Enti locali, oltre ad apprestare molta attenzione alla legislazione sovrastatale (Ue e Comunità internazionale) che si impone notevolmente nell’ordinamento giuridico, devono dare risposte alle esigenze sempre più mutevoli e rapide della società stessa. (altro…)

#RiformaCostituzionale: titolo V

Concludiamo questo mini percorso di analisi della riforma costituzionale Renzi-Boschi parlando del titolo V.
Il Titolo V è quella parte di Costituzione che regola le autonomie delle Regioni e degli enti locali.

Insieme alle province scompare la potestà legislativa concorrente delle Regioni.
Saranno presenti due potestà legislative esclusive: Stato centrale da una parte, Regioni dall’altra.
Ridimensionati notevolmente i poteri normativi delle Regioni; lo Stato centrale, invece, potrà godere di una libertà normativa consistente.
Per le singole materie coperte da potestà legislativa esclusiva si rimanda al nuovo articolo 117.

Introdotta la clausola di supremazia per mezzo della quale lo Stato potrà legiferare in una materia coperta da potestà legislativa esclusiva delle Regioni quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.

 

 

 

I prossimi due venerdì il blog darà spazio alle ragioni del SI e le ragioni del NO.

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#RiformaCostituzionale: Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale

Continuiamo nel nostro percorso parlando del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Cambia sostanzialmente soltanto la modalità d’elezione.
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune a cui, però, non faranno più parte i delegati regionali.
Dal primo al terzo scrutinio sarà necessaria la maggioranza dei due terzi degli aventi diritto al voto, dal quarto al sesto sarà necessaria la maggioranza dei tre quinti degli aventi diritto al voto mentre dal settimo scrutinio in poi sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.
Mutano minimamente anche i poteri: il Capo dello Stato potrà sciogliere soltanto la Camera e non più il Senato.
Inoltre non potrà più nominare i senatori a vita, ma avrà la possibilità di nominare senatori (massimo cinque) che resteranno in carica sette anni. (altro…)

#RiformaCostituzionale: referendum, legge elettorale e iniziativa popolare

Dopo l’analisi dei risparmi (qui), inizia oggi questo breve percorso durante il quale proverò, senza mai allontanarmi dal testo, a delineare sinteticamente le principali modifiche alla Carta Costituzionale che si avrebbero con una vittoria del si.

Ho deciso di cominciare dagli istituti più vicini al cittadino, istituti che trasformano l’elettore in protagonista: referendum, legge elettorale e legge di iniziativa popolare.

REFERENDUM
Iniziamo col ricordare che oggi esistono soltanto due tipi di referenda: il referendum costituzionale confermativo (che conosciamo bene!) e il referendum abrogativo attraverso il quale i cittadini hanno il potere di cancellare, in modo totale o parziale, una legge o un atto avente forza di legge. (altro…)

Silenzio, il Senato sta dormendo…

Era il 2014 quando Matteo Renzi annunciava, nel suo cronoprogramma e con le slide, la riforma della giustizia (tra cui modifica della prescrizione). La scadenza fissata dal premier era giugno. Giugno 2014.

Oggi, 21 settembre 2016, alle 9.30 di oggi, il Senato della Repubblica avrebbe dovuto riunirsi per discutere di prescrizione penale, di 416 ter, di ergastolo, ecc ecc.
Qui l’ordine del giorno.
Arrivano in Aula tra le altre, le interessanti proposte di Felice Casson (PD) sulla prescrizione e di Mario Michele Giarrusso (M5S) su 416 ter, cioè scambio elettorale politico-mafioso. (altro…)