Berlusconi ha pagato Cosa Nostra?


C’è un tema che in questa campagna elettorale è saltato fuori. Di nuovo e inaspettatamente. Lo ha tirato fuori Alessandro Di Battista.
Ne parla praticamente in tutti i comizi ed è andato addirittura a duecento metri dalla villa di Silvio Berlusconi a urlare che lui, l’ex Cavaliere di Arcore, «ha pagato la mafia».
E che «in un Paese normale, Berlusconi non starebbe in una villa lussuosa ma a San Vittore, Rebibbia o Regina Coeli».
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‘Ndrangheta&massoneria, c’è anche la Locride


Si è concluso il lavoro della Commissione Antimafia presieduta dall’onorevole Rosy Bindi sul filone d’inchiesta dedicato ai rapporti tra mafia e massoneria. Il lungo e travagliato lavoro della Commissione – che ha audito, tra gli altri, quattro gran maestri, magistrati, collaboratori di giustizia e che ha deliberato l’acquisizione degli elenchi degli iscritti attraverso gli strumenti del sequestro e della perquisizione (cosa che è avvenuta tra mille polemiche) – ha partorito una relazione sull’attività svolta.
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Unical: la lezione di Nicola Gratteri


Arriva sotto l’Aula Caldora, alla guida e da solo – come al solito la scorta è dietro, in un’altra macchina – alle 14.30, un’ora prima dell’inizio dell’incontro-dibattito organizzato dal Rotaract Club di Rende e dall’associazione studentesca AS.S.I.
Se c’è una qualità che al procuratore Nicola Gratteri sicuramente non manca, questa è la puntualità. E chi lo segue lo sa.
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Il folle impegnato

Peppino Impastato

Oggi 9 maggio, che è il giorno in cui tutta Italia ricorda la morte dell’on. Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, il cui corpo veniva trovato 39 anni fa in via Caetani, come gli altri anni, proverò fastidio quando noterò che quasi tutti conoscono Aldo Moro e in pochi conoscono la storia di Peppino Impastato.
Mi darà fastidio accorgermi che molti ragazzi non sanno minimamente chi sia.
Non sopporto la loro indifferenza.
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Non sono solo parole

Palermo, via D’Amelio


Servono fatti, non parole. 
E’ verissimo.
Non con le passerelle, non coi convegni, non coi bei discorsi pronunciati spesso da chi conosce poco o non conosce affatto il fenomeno mafia, non così si combattono le mafie.
Servono magistrati preparati e competenti, indagini serie e processi più veloci. Servono interventi legislativi, ovvero una chiara volontà politica, che in questi anni, e non solo in questi anni, non c’è stata. Le più importanti modifiche funzionali alla lotta alle mafie, che il Codice Penale e il Codice di Procedura Penale hanno conosciuto, sono sempre seguite a fatti eclatanti con a terra morti eccellenti che hanno scosso l’opinione pubblica.
Quando lo Stato ha risposto, ha risposto frettolosamente, sempre con una legislazione d’emergenza, mai a mente fredda. (altro…)

5 domande al prof. Antonio Nicaso

Per chi non lo conoscesse il professore Antonio Nicaso è un saggista e docente universitario calabrese.
Nasce a Caulonia, nella Locride, nel 1964.
Da storico delle organizzazioni criminali è uno dei maggiori esperti di ‘ndrangheta nel mondo.
Da Fratelli di sangue a Padrini e padroni passando per La giustizia è una cosa seria, La malapianta e tanti altri: insieme al procuratore Nicola Gratteri ha scritto più di dieci libri.
Ho avuto l’onore di porgergli cinque domande. (altro…)