‘Ndrangheta&massoneria, c’è anche la Locride


Si è concluso il lavoro della Commissione Antimafia presieduta dall’onorevole Rosy Bindi sul filone d’inchiesta dedicato ai rapporti tra mafia e massoneria. Il lungo e travagliato lavoro della Commissione – che ha audito, tra gli altri, quattro gran maestri, magistrati, collaboratori di giustizia e che ha deliberato l’acquisizione degli elenchi degli iscritti attraverso gli strumenti del sequestro e della perquisizione (cosa che è avvenuta tra mille polemiche) – ha partorito una relazione sull’attività svolta.
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Locri, verso il nuovo cimitero

immagine: larivieraonline.com

A Locri (come anche in altri paesi della Locride, penso a Bovalino) la questione cimitero è una vera e propria patata bollente che ogni Amministrazione che si avvicenda eredita dal passato e cerca di risolvere più o meno in modo efficace.
La questione cimitero è entrata anche nelle carte dell’indagine della magistratura ‘Euroscuola‘ con le dichiarazioni dall’ex sindaco di Locri Francesco Macrì riportate dal Messaggero con un articolo a firma di Ilario Filippone. «Il camposanto è il nodo più spinoso di Locri» diceva l’ex sindaco.
Bovalino non è da meno. Qui un’indagine che ha portato persino a un arresto.
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A Locri non è successo niente

immagine: lentelocale.it

Nelle piazze e nei bar Locri ha avuto voglia di discutere, commentare, parlare e sparlare di quanto accaduto il 4 luglio 2017 quando l’ennesima operazione della Direzione Distrettuale Antimafia ha dato il buongiorno ai cittadini della Locride e anche e soprattutto alla città capofila, Locri.
In manette, quella mattina, son finite 116 persone tra cui esponenti di spicco delle famiglie di ‘ndrangheta di Locri. Nella maxi inchiesta dei magistrati reggini, che registra ben 291 indagati, spunta anche il nome di un ex consigliere comunale di minoranza di Locri, l’avv. Pino Mammoliti, indagato. (altro…)

21 anni fa la rivolta di Locri. Ma dietro c’erano i clan?

Metà luglio del 1996. Il ministro dell’Interno è Giorgio Napolitano e il dibattito politico italiano è concentrato sulla riduzione delle scorte ai pm, in particolare ai magistrati protagonisti di Mani Pulite. Nella già accesa discussione si inserirono i tragici fatti di Locri e la città si trovò all’improvviso, come successe altre volte da lì in avanti, al centro della cronaca nazionale.
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‘€uroscuola’: il Consiglio Comunale di Locri e il permesso di costruire 11/2012


La città di Locri è tornata sotto i riflettori della DDA della Procura di Reggio Calabria.
Questa volta al centro delle indagini ci sono due edifici scolastici, l’Istituto Statale d’Arte “Panetta” e l’Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato (I.P.S.I.A.) di via Marconi.
Secondo i magistrati che hanno coordinato l’indagine le opere erano totalmente abusive e gli studenti hanno occupato per anni edifici che non erano destinati a scuole.
Tra gli atti acquisiti dalla Procura e che i magistrati contestano agli indagati c’è il permesso di costruire n.11/2012 emesso dal Comune di Locri in data 19.03.2012 in palese violazione delle disposizioni di legge in materia ed in particolare dell’art. 12 comma I del DPR 380/01, che impone l’osservanza, nel rilascio del permesso di costruire, delle prescrizioni dello strumento urbanistico, dal momento che l’immobile insisteva in zona omogenea di P.R.G. che non consentiva opere a vocazione scolastica; peraltro subordinando la validità del permesso, al di fuori di qualsiasi previsione di legge, alla condizione dell’acquisizione da parte della Provincia di Reggio Calabria dell’immobile sopra descritto entro 180 gg. dalla notifica del permesso medesimo.
Il permesso di costruire, rilasciato con l’obiettivo di cambiare la destinazione d’uso del complesso edilizio (l’Istituto Statale d’Arte “Panetta”) da categoria D/8 (uffici aperti al pubblico) a categoria B/5 (edilizia scolastica), avrebbe avuto il fine di agevolare la cosca di ‘ndrangheta dei Cordì di Locri interessata alla costruzione ed allo sfruttamento economico dell’immobile medesimo. (altro…)

Wanted


Chissà, osservando le conseguenze del suo gesto, cosa starà passando per la testa al ragazzo incappucciato che, alla vigilia dell’importante manifestazione che si è svolta a Locri il ventuno marzo e il giorno dopo della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha pensato di prendersi i suoi quindici minuti di notorietà imbrattando i muri della città con delle scritte mafiose (o paramafiose).
Non è stato sufficiente il solito dibattito che si è aperto, praticamente subito, sull’importanza del lavoro per sconfiggere la mafia (l’equazione zero disoccupazione = zero mafia è tutta da dimostrare) né son bastate le fantasiose giustificazioni (“sarà stato qualche disoccupato disperato”).
A tutto ciò si è aggiunto un giochino politico inutile/stupido di cui Locri avrebbe volentieri fatto a meno.
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Non sono solo parole

Palermo, via D’Amelio


Servono fatti, non parole. 
E’ verissimo.
Non con le passerelle, non coi convegni, non coi bei discorsi pronunciati spesso da chi conosce poco o non conosce affatto il fenomeno mafia, non così si combattono le mafie.
Servono magistrati preparati e competenti, indagini serie e processi più veloci. Servono interventi legislativi, ovvero una chiara volontà politica, che in questi anni, e non solo in questi anni, non c’è stata. Le più importanti modifiche funzionali alla lotta alle mafie, che il Codice Penale e il Codice di Procedura Penale hanno conosciuto, sono sempre seguite a fatti eclatanti con a terra morti eccellenti che hanno scosso l’opinione pubblica.
Quando lo Stato ha risposto, ha risposto frettolosamente, sempre con una legislazione d’emergenza, mai a mente fredda. (altro…)

Locri, ma la trasparenza? Nessuna risposta


Locri, ma la trasparenza? E’ una domanda che ho fatto più volte.
Ho scritto già tre post con questo titolo, questo sarà il quarto e l’ultimo. Non ne scriverò più, non vale la pena.
Son passati 129 giorni dal primo post e a distanza di più di 4 mesi la certezza è una sola: un’Amministrazione Pubblica che non vuole, o ancora peggio, non è capace di ascoltare e quindi rispondere al cittadino non è un’Amministrazione che funziona.
E se un’Amministrazione non funziona qualcuno si dovrà assumere le responsabilità.
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Locri, povera Nosside

Il lungomare di Locri è uno dei lungomari più belli della costa reggina, c’è poco da dire.
In estate migliaia tra locresi e turisti popolano quel tratto, lungo qualche chilometro, che si affaccia sul mar Jonio.
L’immagine che rimane negli occhi di chiunque, che anche per un giorno soltanto, abbia passeggiato sul lungomare di Locri, è sicuramente piazza Nosside che, punto di accesso dello stesso, dà il benvenuto ai turisti.
Per fortuna siamo a febbraio e l’estate è lontana perché oggi sarebbe tutt’altro che un benvenuto.
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Cari sindaci, ma cosa aspettate?

[Questo post nasce dalla segnalazione di un cittadino.
Un blog serve anche a questo]

Dal 24 agosto del 2016 il Centro Italia attraversa un momento tragico.
Dalla prima scossa di quel drammatico mercoledì d’agosto quel pezzetto d’ Italia non hai mai smesso di tremare.
Che l’Italia non sia pronta a far fronte a questo tipo di emergenze è purtroppo evidente e ciò, sostanzialmente, a causa di un grande problema: gli edifici non sono costruiti secondo criteri antisismici.
Mancanza di fondi, è vero.
Ma quando lo Stato stanzia i fondi, gli Enti Locali si mettono in moto per riceverli?
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