Grazie!


Un mese fa scrissi questo post con il quale chiedevo una mano ai miei lettori.
Spiegavo che i costi per mantenere vivo e attivo questo spazio virtuale sono praticamente triplicati in un anno e perciò, non producendo lo stesso blog nessun guadagno, era necessario rivolgermi a chi mi legge.
Lo strumento del crowfunding mi è sembrato sin da subito lo strumento adatto alla causa.
Così ho fatto partire la raccolta.
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Locri, verso il nuovo cimitero

immagine: larivieraonline.com

A Locri (come anche in altri paesi della Locride, penso a Bovalino) la questione cimitero è una vera e propria patata bollente che ogni Amministrazione che si avvicenda eredita dal passato e cerca di risolvere più o meno in modo efficace.
La questione cimitero è entrata anche nelle carte dell’indagine della magistratura ‘Euroscuola‘ con le dichiarazioni dall’ex sindaco di Locri Francesco Macrì riportate dal Messaggero con un articolo a firma di Ilario Filippone. «Il camposanto è il nodo più spinoso di Locri» diceva l’ex sindaco.
Bovalino non è da meno. Qui un’indagine che ha portato persino a un arresto.
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Sei mila euro al fratello dell’allora sindaco. Ma il processo si estingue…


La curiosa storia che vi sto per raccontare inizia nel lontano 2008 e si conclude soltanto pochi giorni fa, precisamente il 31 agosto. Essendo una storia che si intreccia con la giustizia italiana, i nove lunghissimi anni non dovrebbero essere una sorpresa visti i tempi dei processi. Senonché in questi nove lunghissimi anni il processo amministrativo ha visto la luce ma poi si è estinto ad agosto di quest’anno.
Ma andiamo con ordine.

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Perché Bovalino non ha un Piano di Emergenza?


Che cos’è un Piano di Emergenza Comunale (PEC) e a cosa serve?
Il Piano di Emergenza Comunale è un documento utile alle istituzioni, ma anche ai cittadini, per sapere come comportarsi e per organizzare i soccorsi in caso di calamità come terremoti, alluvioni, frane, ecc.

Dal sito della Protezione Civile:
«Un piano di emergenza è l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità attesa in un determinato territorio.
Il piano d’emergenza recepisce il programma di previsione e prevenzione, ed è lo strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio.
Ha l’obiettivo di garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita” civile” messo in crisi da una situazione che comporta gravi disagi fisici e psicologici.

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Alessandro, un volontario della Protezione Civile

La parola di quest’estate, ma purtroppo non solo di questa, è incendio. Tanti sono stati gli incendi, soprattutto nel Sud Italia e in particolare in Calabria, che hanno devastato buona parte delle montagne calabresi.
Ma chi sono gli uomini e le donne che, in alcuni casi, addirittura rischiano la vita per spegnere un incendio?
Tra questi uomini e queste donne ci sono anche i volontari. Tanti sono ragazzi, giovanissimi, che si sacrificano, senza alcuna ricompensa, per prestare un servizio alla comunità di cui fanno parte. Ragazzi che potrebbero fare come il resto dei loro coetanei, cioè utilizzare l’estate per riposarsi e per divertirsi.
Invece scelgono di fare volontariato, con grande generosità e altruismo. A questi ragazzi dobbiamo dire grazie.
Alessandro è uno dei tanti volontari e a lui ho chiesto di raccontare la sua storia.
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A Locri non è successo niente

immagine: lentelocale.it

Nelle piazze e nei bar Locri ha avuto voglia di discutere, commentare, parlare e sparlare di quanto accaduto il 4 luglio 2017 quando l’ennesima operazione della Direzione Distrettuale Antimafia ha dato il buongiorno ai cittadini della Locride e anche e soprattutto alla città capofila, Locri.
In manette, quella mattina, son finite 116 persone tra cui esponenti di spicco delle famiglie di ‘ndrangheta di Locri. Nella maxi inchiesta dei magistrati reggini, che registra ben 291 indagati, spunta anche il nome di un ex consigliere comunale di minoranza di Locri, l’avv. Pino Mammoliti, indagato. (altro…)

Cosa ha detto il sindaco di Bovalino in Commissione Antimafia

il sindaco di Bovalino in Commissione Antimafia

A sette anni dalle ultime elezioni – che avevano visto affermarsi la lista capeggiata dall’ex sindaco Tommaso Mittiga – e dopo lo scioglimento per condizionamenti mafiosi, l’11 giugno il popolo bovalinese si è espresso in modo chiaro a favore della lista civica Agave. I 1929 voti raccolti da Agave, contro i 1441 della lista Impegno e Trasparenza e i 1394 della lista Nuova Calabria, hanno permesso all’amministrazione guidata dall’avv. Vincenzo Maesano di avere un’ampia maggioranza in Consiglio Comunale, 8 consiglieri di maggioranza contro i 4 di opposizione.
Tante erano state le polemiche durante la campagna elettorale quando, alla vigilia delle elezioni, la Commissione Antimafia aveva affermato che a Bovalino, solo 16 candidati su 36 non hanno avuto vicissitudini con la giustizia

Ieri, mercoledì 26 luglio, il sindaco di Bovalino avv. Vincenzo Maesano è stato ascoltato dalla Commissione Antimafia.
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21 anni fa la rivolta di Locri. Ma dietro c’erano i clan?

Metà luglio del 1996. Il ministro dell’Interno è Giorgio Napolitano e il dibattito politico italiano è concentrato sulla riduzione delle scorte ai pm, in particolare ai magistrati protagonisti di Mani Pulite. Nella già accesa discussione si inserirono i tragici fatti di Locri e la città si trovò all’improvviso, come successe altre volte da lì in avanti, al centro della cronaca nazionale.
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