Il caso Del Grande e i social media

foto: Twitter @angealfa

Adesso che Gabriele Del Grande è stato liberato possiamo dirlo: la sua liberazione è anche, per una piccolissima parte, ma non poco importante, merito nostro e merito di quei social media tanto bistrattati negli ultimi tempi.
Sì, anche merito nostro.
Apparentemente potrebbe sembrare una sciocchezza, eppure non lo è.
Gli utenti digital, questa volta, hanno assunto il ruolo che in passato era della carta stampata e soprattutto della televisione.
Un gruppo di persone che nemmeno si conoscono, un gruppo di amici che si incontrano tutte le volte che c’è bisogno di sostenere un’unica grande causa a favore della libertà. In questo caso la libertà messa in pericolo era quella del giornalista arrestato il 9 aprile in Turchia mentre era lì per scrivere il suo libro sostenuto da 1342 editori dal basso.
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Facebook pigliatutto

foto: pagina Facebook @MarkZuckerberg

La maggior parte del traffico, anche su questo blog, arriva da mobile.
Ciò significa, per prima cosa, che siamo rimasti in pochi a scegliere come device preferito il buon vecchio pc e significa anche che a farla da padrone nel nuovo mondo tecnologico sono le app, principalmente Facebook, a discapito dei vecchi siti raggiungibili più facilmente attraverso un Pc.
Il futuro del web sarà (solo) Facebook?

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Chi è Marco Montemagno


Forse il nome non vi dice niente.
Forse avete condiviso sui social qualche suo video senza sapere chi fosse o forse l’avete intravisto, qualche tempo fa, su Sky.
Marco Montemagno, detto ‘Monty’, è probabilmente uno dei ‘personaggi-social’ che ha avuto la maggiore crescita in termini numerici negli ultimi due anni.
E’ laureato in Giurisprudenza ma quello che fa è completamente fuori dal mondo del diritto.
Sentenze, codici, udienze? No, nulla di tutto questo.
Fa, semplicemente, un video al giorno. Tutti i giorni, sabato e domenica inclusi.

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Faremo la spesa senza passare dalla cassa

Che la tecnologia sia entrata nelle nostre vite in modo prepotente è ormai sotto gli occhi di tutti. Questo non sempre è un male, anzi.
Siamo nell’era degli wearable, dei nano-computer, degli occhiali per la realtà aumentata, della mobilità intelligente, ecc.
Potrei continuare all’infinito fino ad arrivare alle forme di tecnologia più stravaganti: pensate al water che analizza in tempo reale le feci e invia, in modo immediato, i risultati sullo smartphone.
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