Il folle impegnato

Peppino Impastato

Oggi 9 maggio, che è il giorno in cui tutta Italia ricorda la morte dell’on. Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, il cui corpo veniva trovato 39 anni fa in via Caetani, come gli altri anni, proverò fastidio quando noterò che quasi tutti conoscono Aldo Moro e in pochi conoscono la storia di Peppino Impastato.
Mi darà fastidio accorgermi che molti ragazzi non sanno minimamente chi sia.
Non sopporto la loro indifferenza.
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‘€uroscuola’: il Consiglio Comunale di Locri e il permesso di costruire 11/2012


La città di Locri è tornata sotto i riflettori della DDA della Procura di Reggio Calabria.
Questa volta al centro delle indagini ci sono due edifici scolastici, l’Istituto Statale d’Arte “Panetta” e l’Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato (I.P.S.I.A.) di via Marconi.
Secondo i magistrati che hanno coordinato l’indagine le opere erano totalmente abusive e gli studenti hanno occupato per anni edifici che non erano destinati a scuole.
Tra gli atti acquisiti dalla Procura e che i magistrati contestano agli indagati c’è il permesso di costruire n.11/2012 emesso dal Comune di Locri in data 19.03.2012 in palese violazione delle disposizioni di legge in materia ed in particolare dell’art. 12 comma I del DPR 380/01, che impone l’osservanza, nel rilascio del permesso di costruire, delle prescrizioni dello strumento urbanistico, dal momento che l’immobile insisteva in zona omogenea di P.R.G. che non consentiva opere a vocazione scolastica; peraltro subordinando la validità del permesso, al di fuori di qualsiasi previsione di legge, alla condizione dell’acquisizione da parte della Provincia di Reggio Calabria dell’immobile sopra descritto entro 180 gg. dalla notifica del permesso medesimo.
Il permesso di costruire, rilasciato con l’obiettivo di cambiare la destinazione d’uso del complesso edilizio (l’Istituto Statale d’Arte “Panetta”) da categoria D/8 (uffici aperti al pubblico) a categoria B/5 (edilizia scolastica), avrebbe avuto il fine di agevolare la cosca di ‘ndrangheta dei Cordì di Locri interessata alla costruzione ed allo sfruttamento economico dell’immobile medesimo. (altro…)

Wanted


Chissà, osservando le conseguenze del suo gesto, cosa starà passando per la testa al ragazzo incappucciato che, alla vigilia dell’importante manifestazione che si è svolta a Locri il ventuno marzo e il giorno dopo della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha pensato di prendersi i suoi quindici minuti di notorietà imbrattando i muri della città con delle scritte mafiose (o paramafiose).
Non è stato sufficiente il solito dibattito che si è aperto, praticamente subito, sull’importanza del lavoro per sconfiggere la mafia (l’equazione zero disoccupazione = zero mafia è tutta da dimostrare) né son bastate le fantasiose giustificazioni (“sarà stato qualche disoccupato disperato”).
A tutto ciò si è aggiunto un giochino politico inutile/stupido di cui Locri avrebbe volentieri fatto a meno.
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Non sono solo parole

Palermo, via D’Amelio


Servono fatti, non parole. 
E’ verissimo.
Non con le passerelle, non coi convegni, non coi bei discorsi pronunciati spesso da chi conosce poco o non conosce affatto il fenomeno mafia, non così si combattono le mafie.
Servono magistrati preparati e competenti, indagini serie e processi più veloci. Servono interventi legislativi, ovvero una chiara volontà politica, che in questi anni, e non solo in questi anni, non c’è stata. Le più importanti modifiche funzionali alla lotta alle mafie, che il Codice Penale e il Codice di Procedura Penale hanno conosciuto, sono sempre seguite a fatti eclatanti con a terra morti eccellenti che hanno scosso l’opinione pubblica.
Quando lo Stato ha risposto, ha risposto frettolosamente, sempre con una legislazione d’emergenza, mai a mente fredda. (altro…)

Commissione antindrangheta, vale la pena?

immagine dietrofuoritempo.wordpress.com

Per chi non lo sapesse (scommetto che siete in tanti) la Regione Calabria ha una Commissione contro la ‘ndrangheta.
Il Presidente, lui sì, sicuramente l’avete visto su qualche giornale o in tv, è l’avvocato penalista Arturo Bova eletto nella lista “Democratici e Progressisti” con 2.953 preferenze.
Gli altri membri sono: Franco Sergio, Domenico Battaglia, Giuseppe Morrone e Giovanni Nucera.
Se prima d’ora non avevate mai sentito parlare di questa Commissione, non vi preoccupate, potete tranquillamente continuare a ignorarla.
D’altronde, c’è ben poco da sapere.
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Moderna e arcaica allo stesso tempo

E’ una ‘ndrangheta forte, ancorata alle tradizioni ma allo stesso tempo moderna quella che la prima Relazione semestrale 2016 del Ministro dell’interno al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, con la quale la Dia riepiloga semestralmente gli esiti dell’attività svolta ed i risultati conseguiti a seguito dell’azione di contrasto e di investigazione preventiva condotta nei confronti delle organizzazioni criminali di tipo mafioso ha descritto nelle pagine dedicate alla mafia calabrese.
‘Ndrangheta tra le più temibili mafie a livello internazionale. (altro…)

Con la ‘ndrangheta non si tratta, si fa la guerra


La storia della Trattativa, quella tra Stato e anti-Stato, è una di quelle che ha sempre appassionato gli addetti ai lavori e non solo.
La trattativa tra Stato e mafia siciliana degli anni ’90 è entrata nei film e nelle fiction, migliaia di pagine di atti processuali e decine di libri ne parlano.
Eppure dopo tanti, anzi tantissimi anni, resta uno dei misteri italiani e tra le tenebre e le ombre la verità viene ancora tenuta nascosta.
La trattativa siciliana è stata ormai sdoganata, ma c’è mai stata una trattativa calabrese?
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Dice sempre le stesse cose

foto: pagina Facebook

Su Youtube alle parole Nicola Gratteri sono associati sedicimila e trecento risultati.
Sono convegni, presentazioni di libri, interviste, brevi dichiarazioni, lezioni e così via.
Fare il riassunto di questi sedicimila video sarebbe facilissimo e se qualcuno ci provasse son sicuro che riuscirebbe a comprimere il tutto in un video di appena mezz’ora.
Sì, il suo essere pratico e sintetico aiuterebbe ma non è questo il motivo principale.
La ragione principale è semplice: dice sempre le stesse cose.
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La ‘ndrangheta è forte e unita: la sentenza storica

Corte di Cassazione

Farà la storia, non è e non potrà mai essere un semplice processo penale.
E’ il maxiprocesso calabrese che, al pari di quello palermitano del 1992, entra di diritto nei più importanti processi contro le mafie italiane. E’ il processo Crimine.
Si è concluso il 17 giugno 2016 ma soltanto il 30 dicembre la Corte di Cassazione ha depositato la sentenza.
La sentenza della Corte accerta l’esistenza della Provincia, descrive i riti maniacali direttamente dalla voce dei diretti interessati e sopratutto delinea una ‘ndrangheta forte, organizzata e unita.
E’ proprio la prova dell’unità dell’associazione criminale a trasformare una semplice sentenza in una sentenza importante dal punto di vista giudiziario, storico, sociologico e antropologico, come disse il procuratore Gratteri durante la requisitoria del primo grado.

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De Magistris e la toga strappata

Giovedì 17 novembre in aula Solano, al cubo 18B dell’Università della Calabria è intervenuto Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, ex magistrato.
La manifestazione è stata organizzata dal Dipartimento di Lingue e Scienze dell’Educazione e il tema è Democrazia, Mezzogiorno, Legalità: le infiltrazioni camorristiche nella P.A. Le azioni di contrasto: il caso Napoli.
Un breve intervento, quello di De Magistris, attraverso il quale ha cercato di dimostrare ai ragazzi che una strada alternativa alla criminalità esiste ed è percorribile.
L’evento si è concluso con la consegna di una targa di riconoscimento, gesto che si è trasformato in una richiesta di scuse da parte di chi, in quegli anni in cui De Magistris è stato pugnalato da una parte dello Stato, è stato in silenzio.

Il video di un minuto e cinquanta secondi, che riporto giù, racchiude tutto ciò che è stato detto e tutto ciò che non è stato detto quel pomeriggio in quell’aula Caldora.

Superflua la mera cronaca dei singoli interventi.

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