Caro Rettore, non in mio nome

Che il Rettore della mia Università decida di schierarsi politicamente non è una novità.
Era già successo alla vigilia del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.
Il Rettore dell’Università della Calabria in quell’occasione si era palesemente schierato per il sì. C’era a Lamezia il 27 maggio del 2016 a presentare i Comitati per il Sì con accanto il presidente della Regione Mario Oliverio. Era presente, da maggio fino a dicembre, a varie manifestazioni a sostegno del sì.

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foto Strill

Ma in quella occasione, a Lamezia, era stato attento a precisare: «La mia presenza qui è come Gino Mirocle Crisci e non come rettore dell’Unical, dove cercheremo comunque di portare dei comitati per il sì». E così quando gli veniva chiesto un parere sulla riforma e sul voto del 4 dicembre si sdoppiava e chiariva subito «non risponde il Rettore questa volta, risponde Crisci».

Per alcuni però lo sdoppiamento, metà Gino Crisci e metà Rettore dell’Unical, non era sufficiente. Eravamo in piena campagna referendaria e ognuno tirava acqua al proprio mulino. Ci fu infatti qualche comunicato polemico da parte del comitato per il no.

comitati
titolo Corriere della Calabria – 1 giugno 2016

Dopo qualche giorno dal voto del 4 dicembre qualcuno avrà pensato «ecco, ci risiamo» quando all’indomani della nomina di Marco Minniti a ministro dell’Interno con un anomalo comunicato pubblicato sul portale dell’Unical il Rettore faceva i complimenti e gli auguri «a nome mio e di tutta l’Università della Calabria» al neo inquilino del palazzo del Viminale. E giù con i complimenti al calabrese dalle grandi doti e dalla personalità rigorosa.
«Siamo certi – scriveva il Rettore – che con la sua esperienza e la sua competenza svolgerà un lavoro egregio».
«Siamo». Ma noi chi? Noi Università della Calabria?
Anche in quell’occasione qualcuno aveva esternato la propria contrarietà a quel comunicato non richiesto e forse poco opportuno.

klA pochi mesi dalla scadenza del mandato e in piena campagna elettorale per il nuovo Rettore, ecco che ci risiamo.
Prima un comunicato pubblicato sul sito istituzionale dell’Unical: «Grande soddisfazione per l’esito delle elezioni amministrative di Rende e Montalto». E poi «il loro successo va interpretato anche come un indetto riconoscimento alla politica di interazione, costruita in questi anni, tra l’Università, il Comune che ci ospita e quello limitrofo».
Infine la bomba: «mi sono speso personalmente per la rielezione del sindaco Marcello Manna». Fonte: portavoce Rettore.
Senza mezzi termini e giri di parole, dritti al sodo. Niente sdoppiamento, a parlare è proprio il Rettore dell’Università della Calabria, non Gino Crisci semplice cittadino e professore universitario.

Cattura
Se non fosse sufficiente il comunicato, c’è anche un’intervista in tv.
Dell’argomento il Rettore dell’Unical – non Gino Crisci – è tornato a parlare infatti a Ten, da Attilio Sabato.

[dal minuto 12.04 in poi]
«È giusto che un Rettore, che rappresenta una istituzione culturale, partecipi a iniziative politiche?» chiede il giornalista. «E a quale iniziativa politica ho partecipato? Come cittadino mi sembra che ho il diritto a partecipare. Se si riferisce alla campagna per il referendum in tutti i manifesti usciti mi sono sempre fatto mettere professore Gino Crisci, non Rettore dell’Università perché il Rettore è un’altra cosa. Il cittadino soprattutto in certi momenti fondamentali diventa cittadino (sic!). È l’unica volta che ho partecipato in una competizione politica nazionale. In quelle locali sa bene che non sono entrato, tranne quelle del comune di Rende e di Montalto dove ci ho messo la faccia».
E attenzione: «stavolta non come Gino Crisci ma come Rettore Crisci». «E questo si può fare?» chiede Attilio Sabato. «Certo! Perché questi due comuni per la prima volta da quando esiste l’Università hanno interagito fortemente e positivamente con l’Università».
Il giornalista insiste «ma non doveva astenersi dal prendere parte, da indossare la casacca?». E Gino Crisci/rettore Crisci risponde «No, perché ritengo che chi ha fatto bene all’Università merita di essere appoggiato. Per il vantaggio all’Università, non per Gino Crisci. A me che vinceva l’uno o l’altro, come Gino Crisci, non veniva nessun vantaggio. Come Università veniva un grande vantaggio».
Ma il passaggio più importante viene subito dopo, quando Attilio Sabato chiede «ma così facendo ha posizionato l’Università…» e prima che il giornalista finisca la frase – «così facendo ha posizionato l’Università all’interno di un progetto politico» voleva dire Attilio Sabato – il Rettore lo anticipa con questa 4 parole: «per due candidati sindaci».
Il progetto politico invece non c’entra nulla.

Posizionato l’Università. Per due candidati sindaci.
Il Rettore ha posizionato l’Università per due candidati sindaci.
Il concetto è abbastanza chiaro. Ma dopo qualche secondo il concetto è ancora più chiaro.

«Ma scusi, io cittadino dico che c’azzecca il Rettore che va a tifare per uno anziché per l’altro? Mi pare una cosa…».
E qui Attilio Sabato sbaglia verbo. Tifare? No. «Non tifare, fatta campagna», ci tiene a precisare il Rettore. E l’argomento si chiude lì, perché «se vuole insistere con l’argomento l’ho già motivato abbastanza: perché questi due hanno fatto bene all’Università gli altri avevano fatto male all’Università, questa è la sintesi».
Pubblicità. Silenzio.

Nello Statuto dell’Università della Calabria c’è l’articolo 2 che elenca le funzioni che sono attribuite al Rettore. La lettera a dice che al Rettore sono attribuite «le funzioni di rappresentanza legale dell’Università della Calabria e di indirizzo, di iniziativa e di
coordinamento delle attività scientifiche e didattiche». Poi c’è la lettera b, la lettera c, fino alla lettera s. La lettera che consente al Rettore di posizionare l’Università per un candidato sindaco io non l’ho trovata.
Non c’è scritto nemmeno che il Rettore può fare campagna elettorale a nome dell’Università.

Posizionare l’Università e fare campagna a nome dell’Università che si ha l’onore di rappresentare significa far schierare un’intera comunità accademica. Da una parte o dall’altra. E questo modo di agire, a mio parere, non ha nulla che fare con quella eleganza e correttezza istituzionale che chi ricopre ruoli così importanti dovrebbe avere.
Indipendentemente dal colore politico del candidato sostenuto, sia chiaro.
Le valutazioni politiche che a detta del Rettore giustificano la discesa in campo dell’Istituzione Università a favore del candidato Manna o del candidato Caracciolo potrebbero essere usate da chiunque, un domani, per posizionare l’Università e fare campagna per un candidato a sindaco di Cosenza, per un candidato presidente della Regione. Per chiunque.
Né pare sufficiente sdoppiarsi. Uno, nessuno e centomila, alla Pirandello.
Preso comunque atto che in quest’ultima occasione lo sdoppiamento nemmeno c’è stato e a parlare, a schierasi, a fare campagna è proprio lui, il Rettore.

Comunque sia, registrato il silenzio dell’intera comunità, presumo che alla comunità accademica questo vada più che bene.
A me, che sono studente e faccio parte della comunità che Gino Mirocle Crisci, professore e Rettore pro tempore, ha l’onore di rappresentare, no.

Se l’attuale Rettore ha deciso o se il futuro Rettore, chiunque sarà, deciderà di schierare nuovamente l’intera Università a favore di questo o quell’altro candidato politico che lo faccia. Ma non in mio nome.

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