Locri, le strisce pedonali color rosso comunista

Recentemente a Locri, in alcune vie della città, è stata finalmente ripristinata la segnaletica orizzontale e verticale.
Nonostante la segnaletica di alcune vie (per esempio il lungomare: affidamento agosto 2017, liquidazione novembre 2017, ditta Lineamax, importo €9.841,92) era stata oggetto di rifacimento meno di un anno fa, dico finalmente perché il relativo iter amministrativo era stato avviato addirittura nel 2016.
La determina n. 303 del 13 settembre 2016 affidava alla ditta Sistrada di Gioiosa Jonica «la fornitura ed esecuzione di segnaletica orizzontale sul territorio comunale» per un importo complessivo di € 18.785,23.
Una successiva determina, la n. 233 dell’11 giugno di quest’anno segnalava che «malgrado reiterati solleciti alla Ditta sopra detta affinché desse corso ai lavori di che trattasi sia da parte del Comando di Polizia Locale, incaricata per propria competenza alla individuazione della apposizione della segnaletica, e dello stesso Ufficio Tecnico, non si provvedeva all’espletamento di quanto necessario da parte della Ditta Sistrada» e perciò la nota 12206/2018 del Responsabile dell’Ufficio Tecnico comunicava alla Ditta Sistrada di Bruzzese Renzo di Gioiosa Ionica la risoluzione del contratto dei lavori in questione.
C’era ancora, comunque, la necessità di «provvedere al rifacimento ed aggiornamento della segnaletica verticale e orizzontale cittadina in quanto, allo stato, inadeguata per la sicurezza della viabilità pedonale e veicolare» così il Comune, sempre con determina n.233 dell’11 giugno, ha affidato la fornitura e la messa in opera della segnaletica orizzontale e verticale alla Ditta Costruzioni Edili di Antonimina per un importo complessivo di € 16.000,00.
E in effetti la segnaletica sia orizzontale che verticale in alcune vie cittadine, per quello che ho potuto vedere, è stata ripristinata.
In particolare sul lungomare (non so se anche in altre vie) sono stati realizzati gli attraversamenti pedonali, bianchi su sfondo rosso.

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La disciplina degli attraversamenti pedonali è contenuta nel Codice della Strada.
L’articolo 40 disciplina i segnali orizzontali.
Il primo comma dice che «i segnali orizzontali, tracciati sulla strada, servono per regolare la circolazione, per guidare gli utenti e per fornire prescrizioni od utili indicazioni per particolari comportamenti da seguire» mentre il comma 7 dice che «nel regolamento sono stabilite norme per le forme, le dimensioni, i colori, i simboli e le caratteristiche dei segnali stradali orizzontali, nonché le loro modalità di applicazione.»
Il regolamento è il Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, entrato in vigore il 1° gennaio del 1993.
L’articolo 137 del Regolamento, comma 5, dispone che «i colori dei segnali orizzontali sono i seguenti: a) bianco, b) giallo, c) azzurro, d) giallo alternato con il nero
Non c’è il rosso.
L’articolo 145 recita che «gli attraversamenti pedonali sono evidenziati sulla carreggiata mediante zebrature con strisce bianche parallele alla direzione di marcia dei veicoli, di lunghezza non inferiore a 2,50 m, sulle strade locali e su quelle urbane di quartiere, e a 4 m, sulle altre strade; la larghezza delle strisce e degli intervalli e’ di 50 cm» e infine l’articolo 155 precisa che «nessun altro segno non rimovibile è consentito sulle carreggiate stradali, soggette a pubblico transito all’infuori di quelli previsti dalle presenti norme, escludendosi anche indicazioni connesse con gare su strada o competizioni sportive.»
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Qualcuno potrebbe sostenere, però, che rosse non sono le strisce pedonali, cioè il segnale orizzontale disciplinato dal Codice della Strada e dal Regolamento di attuazione, bensì lo sfondo, cioè il manto stradale.
Ma il decreto ministeriale del Ministero dei Trasporti – il n. 777 del 2006 – al punto n.5 chiarisce la questione.

«Occorre premettere che non vi sono allo stato norme che impongono una particolare colorazione del manto stradale», dice il decreto ministeriale.
«Riguardando la questione sotto l’aspetto squisitamente strutturale, nulla vieta la realizzazione di un manto stradale di colore diverso per evidenziare particolari tratti di strada od evidenziare una specifica destinazione della stessa o di corsie riservate (ad es. intersezioni, aree pedonali, piste ciclabili, ecc…), se la colorazione è eseguita in pasta nel conglomerato, ed è dimostrato che gli eventuali additivi non ne alterano le caratteristiche fisiche e meccaniche, ovvero si ottengano prestazioni comunque paragonabili e durature nel tempo anche in relazione al colore.»
Ma – ed è questo il caso che a me interessa – «diverso è l’approccio se la colorazione del fondo stradale è localizzata in corrispondenza dell’attraversamento pedonale e realizzata utilizzando vernici. In tal caso si rientra a tutti gli effetti nel campo della segnaletica stradale orizzontale e di conseguenza tale pratica è vietata

Il decreto stesso richiama l’articolo 40 del Codice della Strada e il Regolamento di Attuazione e infine chiarisce il motivo del diniego alla diffusione di questa pratica adducendo anche delle questioni tecniche: «non è disponibile una documentazione che dimostri la efficienza di queste iniziative, né in termini di migliorata sicurezza, né in termini di permanenza nel tempo di adeguate caratteristiche di aderenza del fondo stradale e del colore. Alcune sperimentazioni a suo tempo autorizzate da questo ufficio hanno dato esito negativo e sono anche pervenute segnalazioni che confermano i timori già espressi circa le prestazioni di tali soluzioni, specie nei confronti dei veicoli a due ruote; l’illusione che l’attraversamento pedonale così realizzato risulti meglio visibile è presto smentita dal tempo e dalla immediata constatazione che utilizzando un qualsiasi colore di fondo diverso dal grigio scuro o dal nero del conglomerato bituminoso si riduce il rapporto di contrasto tra i colori e si riduce quindi anche la visibilità dell’attraversamento. Cosa che peggiora ulteriormente in condizioni di scarsa visibilità, notturne o sotto bagnato.»
E conclude avvertendo che «se proprio si vuole ottenere una migliore evidenza della zebratura meglio il ricorso a materiali di più elevate prestazioni (vedasi in proposito le norme UNI-EN 1423, 1424, 1436, 1824, 1790, 12802), che richiedono anche una minore manutenzione, piuttosto che modificare il colore del fondo che certamente comporta oneri manutentivi superiori oltre ai rischi già paventati, e può comportare responsabilità per eventuali inconvenienti o danneggiamenti a veicoli o pedoni, che abbiano a verificarsi per effetto di tali iniziative, a carico dell’ente proprietario della strada che le ha autorizzate.»

Della questione si è occupata anche la Corte dei Conti, sezione per il Veneto, come riporta un articolo di Giuseppe Nucci pubblicato su Il Sole 24 Ore il 28 marzo 2017.
La sentenza è la n. 38 del 2017 pubblicata il 14 marzo 2017.

Un responsabile dell’Area tecnica di un Comune della provincia di Padova aveva realizzato, nel territorio comunale, alcuni attraversamenti pedonali su manto stradale di colorazione verde. Il Collegio – dopo aver richiamato il Codice della Strada, il Regolamento di Attuazione e il decreto ministeriale – aveva ritenuto «che la maggiore spesa effettuata dal Comune per la realizzazione degli attraversamenti pedonali colorati costituisca danno erariale in quanto non solo contraria alle disposizioni di legge ma anche di nessuna utilità per l’amministrazione stessa e la Comunità amministrata.»

Non solo Locri, tante città negli ultimi anni hanno preferito colorare lo sfondo sul quale sono installate le strisce pedonali. Verde, blu, rosso, giallo.
Alcuni lo hanno fatto perché credono che colorando lo sfondo le strisce pedonali risaltino meglio agli occhi dei conducenti. Altri invece – come abbiamo visto nel decreto del Ministero dei Trasporti – hanno segnalato che la vernice può creare qualche problema perché favorisce lo scivolamento in caso di frenata.
Comunque sia, non so chi, a Locri, abbia deciso per il colore rosso.
Non so se è stata una indicazione data dagli uffici comunali e quindi se c’era un’indicazione specifica nel contratto o se è stata la Ditta a preferire questi colori.
Non so neppure se per colorare di rosso lo sfondo sia stata impiegata una maggiore spesa.

Ciò che è certo è che sicuramente non è stata una scelta ideologica dell’Amministrazione, come è capitato in alcune città del Nord.
Lì il verde era un verde Padania.
Qui, sicuramente, il rosso non è un rosso comunista.


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