Oliverio: "Calabria prima tra i Google Trends". Ma è per il terremoto…

La pagina Facebook del presidente della Regione Calabria è una pagina attiva e molto seguita.
Ogni post raggiunge in media 40/50 condivisioni. In 24 mila e 400 la seguono e nell’ultima settimana, tanto per dare un po’ di numeri, la pagina ha ricevuto circa 1.300 interazioni (reazioni, condivisioni, commenti, etc) ai suoi 7 post.Oggi pomeriggio intorno alle 16 sulla pagina del presidente della Giunta calabrese compare un post attraverso il quale si dà notizia che la Calabria è prima tra i Google Trends.
«La Calabria è prima tra i #GoogleTrends. Aumenta del 97% la ricerca sulla nostra regione, tramite i Google Trends che la posiziona al #primoposto. Il grafico indica l’andamento della voce “Calabria” nell’ultima settimana tra i Google Trends, le ricerche fatte in Italia sul motore di ricerca» – così recita il post.

Al post vengono allegate tre immagini.
Le prime due immagini illustrano un semplice confronto. I termini che vengono confrontati sono “Calabria” (pallino blu) e “Settimana” (pallino rosso).
E il confronto viene proiettato in particolare in alcune regioni (Calabria, Lazio, Sicilia, Basilicata, Puglia).
Come si può ben vedere in Calabria il termine “Calabria” ha un tasso di ricerca del 97% rispetto al 3% del termine “Settimana”. Nel Lazio “Calabria” al 57% e “Settimana” al 43%. Nella Sicilia “Calabria” al 56% e “Settimana” al 44%. E così via.
La terza immagine, invece, che contiene un grafico, mostra come nell’ultima settimana (8-15 luglio) «in tutto il mondo» il tasso di ricerca del termine “Calabria” abbia avuto un’impennata intorno al 14 luglio.

Queste 3 immagini dimostrano che «la Calabria è prima tra i Google Trends»? Dimostrano che «è aumentata del 97% la ricerca sulla nostra regione»?
No, non dimostrano nulla.
Perché le prime due immagini confrontano i termini “Calabria” e “Settimana” in varie regioni d’Italia. E questo non ha un senso logico. Perché chiedersi ogni quante ricerche del termine “Settimana” c’è una ricerca del termine “Calabria”?
Il post, inoltre, dice che il termine “Calabria” ha avuto un incremento del 97%. Ma non è vero.
Quel 97% significa che, in Calabria, il termine “Calabria” viene ricercato con il tasso del 97% rispetto al termine “Settimana” (3%).

Questo ragionamento provo a sintetizzarlo commentando il post e scrivendo «Avete messo a confronto la parola “Calabria” e la parola “Settimana” in regioni diverse. Non ha un senso logico”. Praticamente subito la pagina risponde postando – tra i commenti – l’ultima immagine, il grafico a linee.
Il post ha già 47 condivisioni, inizia a girare nei gruppi Facebook, aumentano i mi piace.
Ma poco dopo lo scambio di commenti il post scompare, cancellato. 

Passano 3 minuti e viene pubblicato un altro post, leggermente diverso dal primo.

La descrizione del post è identica, però cambiano le immagini. Non ci sono più le prime 2 immagini che mettevano a confronto le ricerche dei termini “Calabria” e “Settimana” nelle varie regioni italiane, ma c’è il confronto tra il termine “Calabria” (pallino blu) e il termine “Vacanze” (pallino rosso) nell’ultima settimana (8-15 luglio).
Si vede come la frequenza di ricerca del termine “Vacanza”, in Italia, è sostanzialmente costante mentre il termine “Calabria” impenna intorno alla mattina del 14 luglio.

Cosa dimostra questo grafico? C’entra qualcosa con il turismo? Dimostra la relazione tra la Calabria e le vacanze degli italiani? No, ancora una volta il grafico non dimostra nulla.

Cerco, di nuovo, di far capire – commentando il post – che i grafici non dimostrano nulla e, soprattutto, non dimostrano ciò che il post vuole far credere, cioè che la Calabria è ricercata su Google perché meta di vacanze. E che si sta facendo passare una notizia che non è quella notizia. Ma dopo pochissimi minuti anche il secondo post scompare.
Questo secondo post, a differenza del primo, ancora non si era diffuso. Troppo poco tempo.

Una volta cancellato il secondo post, Oliverio (chi gestisce la sua pagina Facebook) si rassegna. Nessun altro post viene pubblicato, né viene pubblicato un post che ammette l’errore e chiede scusa a chi, fidandosi, ha dato credito alla notizia e ha a sua volta condiviso facendo girare il post.

Ma la cosa più divertente (si fa per dire!) è che i due post, pubblicati e cancellati, della pagina Facebook del presidente Mario Oliverio, dimostravano sì, che il termine “Calabria” ha subito un incredibile balzo negli ultimi giorni (in particolare il 14 luglio), ma non per i motivi che si volevano far credere (cioè più ricerca Calabria = più ricerca vacanze = più turismo).

Se infatti cerchiamo i termini di ricerca che hanno fatto schizzare in alto la curva, notiamo che il 14 luglio la parola “Calabria” è stata super ricercata su Google perché in tantissimi cercavano notizie sul terremoto.

Ecco spiegato il perché di quel balzo del 14 luglio: il terremoto.
E nulla c’entra con le “settimane” di “vacanze” degli italiani “in tutto il mondo”.


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