Elezioni Unical, ricorso respinto. E ora?


Il 9 maggio scorso la sospensione delle elezioni studentesche.
Oggi la pubblicazione della sentenza su quel ricorso che tanto aveva fatto discutere gli studenti sul Ponte Pietro Bucci.
La Seconda Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria si è pronunciata.
La studentessa chiedeva l’annullamento «del provvedimento emesso dalla Commissione Elettorale Centrale dell’Università della Calabria in data 30.4.2018, contenente l’elenco definitivo delle liste e dei candidati ammessi alle elezioni delle rappresentanze studentesche» ma il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso.

«La ricorrente – si legge nella sentenza del Tar – è stata esclusa dalla lista n. 6, denominata “Unidea”, per carenza del requisito di cui all’art. 3, comma 2, del regolamento di Ateneo, in quanto non in regola con le tasse universitarie.»
La studentessa aveva pagato soltanto la prima rata di € 16,50.
L’articolo 3, comma 2, del Regolamento di Ateneo afferma che «sono eleggibili gli studenti che, alla data di scadenza di presentazione delle liste di cui al successivo articolo 10, risultino regolarmente iscritti, per l’anno accademico indicato nel decreto rettorale di indizione delle elezioni, per la prima volta e non oltre il primo anno fuori corso, ai corsi di laurea, laurea magistrale e dottorato di ricerca dell’Università della Calabria.»

La questione si fonda, quindi, sul significato della norma.
Cosa significa «regolarmente iscritti»? E la studentessa che paga soltanto la prima rata di €16,50 e non anche la seconda e terza rata è o no «regolarmente iscritta»?
Per rispondere a questi quesiti i giudici del TAR hanno richiamato il R.D. n.1269 del 1938.
Si legge infatti nella sentenza che l’articolo 26 del Regio Decreto del 1938 prevede che «lo studente che non sia in regola col pagamento delle tasse, sopratasse e contributi non può essere ammesso agli esami, né può essere iscritto al successivo anno di corso. Egli inoltre non può ottenere alcun certificato relativo alla sua carriera scolastica, nella parte cui si riferisce il predetto difetto di pagamento, né il congedo per trasferirsi ad altra università o istituto.»
E quindi – dicono i giudici – «alla stregua di tali preclusioni (riguardanti la possibilità di tenere esami, l’iscrizione al successivo anno di corso, il rilascio di qualsiasi certificato relativo alla carriera scolastica e la facoltà di trasferirsi ad altra università o istituto), è pertanto innegabile che lo studente non regola con i versamenti debba qualificarsi come privo del requisito della “regolare iscrizione”».

La studentessa, inoltre, denunciava la disparità di trattamento della Commissione Elettorale Centrale in quanto un altro studente – sempre candidato al Senato Accademico e sempre nelle fila della lista Unidea – è stato reintrodotto tra i soggetti eleggibili. Studente che, a detta della ricorrente, si troverebbe nella sua medesima situazione.
Ma per l’Unical e per i giudici non è così: «il primo ha regolarizzato la propria posizione tributaria nei confronti dell’Università resistente in data 16.04.2018, ovvero in tempo utile per poter presentare la propria candidatura.»
Al contrario la studentessa «ha versato esclusivamente la prima tassa di iscrizione pari ad euro 16,50, omettendo il pagamento delle successive tre rate.»

Da segnalare, inoltre, che sempre oggi 12 luglio è stata pubblicata la sentenza con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso proposto da studenti di Athena e di Rinnovamento è Futuro i quali chiedevano l’annullamento del decreto rettorale che ha sospeso le elezioni.

Ma adesso che il ricorso della studentessa esclusa dalla Commissione Elettorale Centrale, che aveva bloccato il procedimento che si sarebbe dovuto concludere con le elezioni del 16 e 17 maggio, è stato respinto, cosa succederà?

Si voterà a luglio?
 O si aspetterà l’inizio del nuovo Anno Accademico?
Ricordo che affinché le elezioni siano valide è necessario – ex articolo 2, comma 2, del Regolamento – che almeno il 15% degli aventi diritto al voto si rechi alle urne. Cioè almeno 3.898 studenti.

Vedremo.

 


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