Respiro e concentrazione

C’è un video di ieri sera di quattro minuti e ventotto secondi che sta girando su Twitter.
Il video è della Tv spagnola El Chiringuito e c’è una telecamera puntata fissa su Cristiano Ronaldo.

Novantaduesimo minuto, tre a zero per la Juventus. Lo zero a tre manderebbe le squadre ai tempi supplementari.

Cristiano Ronaldo contrastato da Alex Sandro si inserisce in area sulla destra, riceve palla, salta e la mette in mezzo per Lucas Vazquez che viene travolto da Medhi Benatia.

La telecamera dedicata a Ronaldo lo riprende mentre alza le mani all’indirizzo dell’arbitro per chiedere il rigore. Si sente il fischio, per l’arbitro è rigore. Non esulta, torna indietro guardando in basso. Sa che toccherà a lui tirare il rigore da cui dipenderà la sorte della sua squadra in Champions League.

Gli si avvicina un suo compagno, Marcelo, che lo bacia e sembra gli dica «lo tiri tu, è tuo». Ronaldo guarda in basso e cammina al limite dell’area di rigore. Gli si avvicina Lucas Vazquez che lo incita battendo la mano sul suo petto. Ronaldo continua a camminare e guarda la porta, il pallone e poi di nuovo la porta. Si avvicina e gli dice qualcosa Toni Kroos, ma l’impressione è che Ronaldo non lo stia ad ascoltare più di tanto, fa di sì con la testa.
Mani ai fianchi e respira profondamente mentre guarda la porta.

 

Nel frattempo a due metri da lui sta succedendo di tutto. C’è praticamente tutta la Juventus intorno all’arbitro per protestare. C’è un principio di rissa tra i giocatori juventini e i madrileni. Nella confusione, per le proteste viene espulso Gianluigi Buffon che si avvia verso l’uscita. Passa davanti a Ronaldo che nemmeno lo guarda. Guarda ancora la porta.

Vaga nell’area di rigore mentre intorno a lui le proteste contro l’arbitro continuano. Passano interminabili minuti.
Davanti a lui, al centro dell’area, all’altezza del dischetto del rigore, giocatori della Juve e giocatori del Real Madrid si spintonano. Mario Mandzukic spinge Ronaldo e lo allontana dal punto di battuta. Lui raccoglie la palla da terra e continua a guardare la porta come se nessuno lo stesse toccando.

Sistema accuratamente il pallone sul dischetto. Passa Mandzukic che gli sposta il pallone, lo fa evidentemente per innervosirlo. Poi passa Giorgio Chiellini che con i tacchetti scava sul punto di battuta del calcio di rigore. Stessa cosa, pochi secondi dopo, farà il portiere Wojciech Szczesny.
Lui con le mani sui fianchi guarda ancora la porta e fa due respiri profondi. Imperturbabile, è un pezzo di ghiaccio.

Prende il pallone dalle mani di Lucas Vazquez, lo bacia e lo riposiziona sul dischetto.
Fa qualche passo indietro. Occhi chiusi, un respiro profondo, poi un altro.

Prende la rincorsa e tira.

Magari è la scenetta di un montato che sa di essere ripreso da decine di telecamere.

Magari quelle immagini sono l’ennesima dimostrazione di quel rapporto che c’è tra Cristiano Ronaldo e il suo corpo e soprattutto la sua mente. Controllo del corpo e della mente, respiro e concentrazione massima per una prestazione perfetta. Quel qualcosa in più che lo ha avvicinato negli anni alla perfezione tecnica e lo ha fatto entrare nell’Olimpo del calcio mondiale.


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