Annuario Statistico Italiano 2017, qualche dato interessante

E’ stato pubblicato l’Annuario Statistico Italiano 2017 dell’Istituto nazionale di statistica.
Sfogliandolo ho trovato qualche dato interessante che riporterò di seguito.

– Nel nostro Paese prevalgono i comuni di piccole dimensioni: al 31 dicembre 2016 il 46,3 per cento non supera i 20 chilometri quadrati di superficie e il 69,9 per cento ha una popolazione pari o inferiore ai 5 mila abitanti. Questa frammentarietà è, tuttavia, in via di riduzione per effetto della politica di contenimento della spesa pubblica che sta ridimensionando il numero dei comuni: al 31 dicembre 2016 erano passati a 7.998, ulteriormente ridottisi a
7.978 nel maggio 2017;

– al 31 dicembre 2016 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.589.445 persone, oltre 76.000 in meno rispetto all’inizio dell’anno. Nel 2016 il saldo naturale negativo si riduce, dopo quasi un decennio, passando da -161.791 a – 141.823; le iscrizioni anagrafiche crescono notevolmente, passando da +31.730 a +65.717, ma, pur raddoppiando, non riescono a contrastare il saldo naturale negativo. Il saldo con l’estero è positivo e pari a 143.758 persone, in aumento rispetto all’anno precedente;

– nel 2016 continua il calo delle nascite (-12.342 nati), che si attestano a 473.438. Il tasso di fecondità totale nel 2015 scende ancora, a 1,35 figli in media per donna;

– il fenomeno dell’abortività volontaria continua a diminuire: il tasso di ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza nel 2015 si mantiene tra i più bassi d’Europa e pari a 6,4 casi ogni mille donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni;

– il numero delle prestazioni pensionistiche è in progressiva diminuzione, mentre la relativa spesa è in aumento: sono 23,1 milioni le pensioni erogate nel corso del 2015 (-0,4 per cento rispetto al 2014), circa 38 ogni 100 residenti, per una spesa complessiva di quasi 280 miliardi di euro (+1,2 per cento), pari al 17,0 per cento del Pil. Il loro importo medio annuo è di 12.136 euro, circa 193 euro in più rispetto all’anno precedente;

– nel 2016, l’indice di affollamento nelle carceri in Italia, ovvero il rapporto percentuale tra detenuti presenti e posti letto regolamentari, è pari a 108,8 (oltre tre punti percentuali in più rispetto al 2015);

– nell’anno scolastico 2015/2016 continua a diminuire la popolazione nelle scuole di diverso ordine e grado: 8.807.146 studenti, 62.273 in meno;

– il 50,3 per cento dei giovani diplomati prosegue gli studi all’università al termine degli studi secondari (1,2 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente;

– il 2016 si caratterizza per un nuovo e più sostenuto aumento dell’occupazione (+293 mila unità), cui corrisponde un aumento del tasso di occupazione per la popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni che arriva al 57,2 per cento, un valore che però si mantiene ancora molto al di sotto della media Ue (66,6 per cento);

– a un miglioramento della percezione della situazione economica corrisponde anche un lieve aumento della spesa media mensile familiare che, nel 2016, è di 2.524,38 euro in valori correnti. Le famiglie composte da soli stranieri spendono, in media, circa mille euro in meno di quelle composte da soli italiani (1.582,94 contro 2.590,59 euro);

– nel 2016 prosegue l’aumento della partecipazione culturale, che sfiora il massimo del decennio. A dare un particolare contributo sono, in ordine di importanza, l’afflusso al cinema e a concerti di musica diversa da quella classica e le visite a musei, mostre, siti archeologici e monumenti;

– nel 2016 riprende a diminuire la quota di lettori, più per i quotidiani (-3,2 punti percentuali rispetto al 2015) che per i libri (-1,5 punti percentuali). L’uso del personal computer rimane stabile, mentre la navigazione in Internet coinvolge di anno in anno sempre più persone anche tra gli utilizzatori giornalieri;

– la tendenza alla progressiva riduzione della partecipazione al voto, in atto da tempo, si accompagna a un calo della partecipazione politica dei cittadini, diretta e indiretta: soltanto il 4,3 per cento delle persone di 14 anni e più ha partecipato a cortei e appena lo 0,8 per cento ha svolto attività gratuita per un partito. Una quota considerevolmente più ampia della popolazione, ma in calo rispetto al 2015, partecipa in modo indiretto: il 74,1 per cento si informa di politica (il 58,2 per cento almeno una volta a settimana) e il 65,4 per cento ne discute (il 36,7 per cento almeno una volta a settimana). Aumenta, infine, la quota di coloro che non si informano mai di politica, che raggiunge il 24,5 per cento;

– nel 2015 la spesa totale per R&S sostenuta in Italia da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università è pari a circa 22,2 miliardi di euro, in aumento, rispetto all’anno precedente, dell’1,7 per cento. La spesa in R&S diminuisce nelle istituzioni pubbliche (-1,7 per cento) e nel settore delle università (-2,8 per cento) mentre aumenta nel settore privato, registrando un incremento del 4,4 per cento nelle imprese e del 6,8 per cento nelle istituzioni private non profit;

– la prima edizione del censimento permanente delle istituzioni pubbliche ha rilevato che, al 31 dicembre 2015, sono attive 12.874 istituzioni pubbliche che impiegano 3.305.313 lavoratori dipendenti (di cui 293.804 a tempo determinato) e 173.558 non dipendenti.


📣Iscriviti al canale Telegram: clicca qui!
📣Segui il blog su Facebook: clicca qui!

💳 Fai una donazione: clicca qui!