Il processo estinto e la realtà dei fatti. Rendiamo onore alla verità.

In data 8 settembre pubblicavo su questo blog questo articolo dal titolo “Sei mila euro al fratello dell’allora sindaco. Ma il processo si estingue…”.
Raccontavo la storia di un processo amministrativo che vedeva da una parte il Comune di Gerace, difeso dall’avv. Pietro Galluzzo, fratello dell’allora sindaco Salvatore Galluzzo e dall’altra parte la Regione Calabria.
Affermavo che il processo, dichiarato perento con il decreto 1741 del 9 agosto 2017, non aveva mai visto la luce e che lo stesso quindi era morto pur non essendo mai nato.
L’avv. Pietro Galluzzo mi ha invitato a precisare quanto da me riportato, fornendomi tutta la documentazione relativa all’incarico ed al giudizio che ne è seguito, al fine di riportare i fatti con chiarezza.
Lo stesso difensore mi ha fatto osservare che evidentemente – ed a dispetto di quanto invece traspare dall’articolo – il processo, prima di poter essere dichiarato estinto, ha dovuto venire alla luce.

Ripercorrendo le fasi del procedimento, ribadisco che l’incarico è stato conferito con Delibera di Giunta n. 81/2009.
Il ricorso al TAR è stato notificato alla Regione Calabria e ai due comuni controinteressati, cioè Canolo e Martone, il 15 luglio 2009.
Dopo meno di un mese, esattamente il 12 agosto, il Comune di Gerace ha iscritto a ruolo la causa avanti il TAR Calabria – Catanzaro, così instaurando il procedimento n. 944/2009 R.G.
Come già riportato nell’articolo dell’8 settembre, anche altri Comuni esclusi dal bando – e precisamente Portigliola, Siderno e Locri, hanno presentato, sempre il 12 agosto e sempre allo stesso Organo giudiziario, separati ricorsi con oggetto analogo, così dando luogo ai procedimenti nn. 945, 946 e 947 R.G. TAR CZ, trattati congiuntamente a quello incardinato dal Comune di Gerace.
Il 13 agosto il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, considerato «che non sussistono i presupposti per la concessione di misure cautelari provvisorie», respingeva l’istanza di misure cautelari provvisorie presentata dagli enti ricorrenti.
Il 18 agosto si costituiva in giudizio la Regione Calabria difesa dall’avv. Dianora de Nobili.
Il 17 settembre si è tenuta la prima udienza (relatore Iannini) e l’8 ottobre la seconda camera di consiglio (relatore Andolfi).
Nelle more del giudizio il TAR Calabria esaminava e rigettava diversi ricorsi (quello del Comune di Bova, per esempio) presentati da altri Comuni esclusi dal Bando al pari di Gerace.
La Regione Calabria, da parte sua, estingueva i fondi disponibili, erogandoli a vantaggio dei Comuni ammessi al finanziamento.

La quasi certezza di una sentenza sfavorevole con contestuale condanna alle spese dell’ente soccombente ed il concomitante esaurimento dei fondi regionali, ha comportato la perdita di ogni interesse a proseguire la causa.
E’ stato ciò ad indurre gli avvocati e le stesse Amministrazioni ricorrenti, a desistere e ad abbandonare i giudizi provocando l’estinzione, voluta e consapevole, dei procedimenti intrapresi.
Infine il disciplinare sottoscritto dall’avvocato con il Comune contemplava il diritto per il difensore di percepire fino a € 6.000,00 oltre spese, IVA ed  altri accessori, così come indicato nell’articolo pubblicato l’otto settembre.
Con la fattura presentata al Comune di Gerace, l’avv. Galluzzo ha richiesto il pagamento di € 4.426,06 comprensivo di IVA ed accessori. Non ha richiesto la liquidazione di alcuna somma a titolo di rimborso spese.
La ricostruzione dei fatti – come spiegato supportata dai documenti – e le  precisazioni contenute nel presente articolo sono necessarie per fugare ogni dubbio sulla correttezza dell’operato dell’avv. Pietro Galluzzo che, carte alla mano, ha tenuto una condotta professionale coerente e corretta.

Tanto dovevo ai miei lettori e ai diretti interessati.
Tanto dovevo, soprattutto, alla verità, che è l’opposto dell’opinione e che sa manifestarsi solo a chi riesce a spogliarsi dei pregiudizi.


📣Iscriviti al canale Telegram: clicca qui!
📣Segui il blog su Facebook: clicca qui!

💳 Fai una donazione: clicca qui!