Sei mila euro al fratello dell'allora sindaco. Ma il processo si estingue…


La curiosa storia che vi sto per raccontare inizia nel lontano 2008 e si conclude soltanto pochi giorni fa, precisamente il 31 agosto. Essendo una storia che si intreccia con la giustizia italiana, i nove lunghissimi anni non dovrebbero essere una sorpresa visti i tempi dei processi. Senonché in questi nove lunghissimi anni il processo amministrativo ha visto la luce ma poi si è estinto ad agosto di quest’anno.
Ma andiamo con ordine.


La storia inizia quando con decreto n° 6408 del 26 maggio del 2008 la Regione Calabria approva il “Bando pubblico per la selezione degli interventi relativi a “Progetti integrati per la riqualificazione, recupero e valorizzazione dei centri storici della Calabria – Delibera CIPE 35/05 APQ “Riserva aree urbane” e Delibera CIPE 3/06 APQ “Emergenze urbane e territoriali”, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n° 22 del 30 maggio 2008.
Per beneficiare dei finanziamenti i comuni di Locri, Antonimina, Ardore, Benestare, Bivongi, Canolo, Ciminà, Gerace, Gioiosa Jonica, Platì, Portigliola, San Luca, Sant’Ilario dello Jonio e Siderno presentano una proposta progettuale e designano il Comune di Locri quale ente capofila dell’aggregazione dei comuni.
A questo bando naturalmente segue una graduatoria adottata con Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento n° 6642 del 24 aprile 2009 che ha ammesso al finanziamento la proposta progettuale dei comuni della Locride per un importo complessivo di € 3.998.790,00.
Ma i comuni di Gerace, Siderno e Portigliola rimangono esclusi dalla ripartizione dei circa 4 milioni di euro e perciò non beneficiano del finanziamento.

Il comune di Gerace, allora, decide di ricorrere al Tar Calabria per tutelare le ragioni dell’Ente che, a detta dello stesso Comune di Gerace, è stato illegittimamente escluso dal finanziamento.
Ricorso al Tar che avrebbe dovuto dare, almeno sulla carta, la possibilità a Gerace di dimostrare l’illegittimità del Decreto n° 6642.
Siamo nel 2009 e l’Amministrazione Comunale del Comune di Gerace è guidata dal sindaco Salvatore Galluzzo. La Giunta è composta inoltre dagli assessori Antonio Multari, Giuseppe Rodi, Rudi Lizzi e Aurelio Romano.
«L’anno duemilanove il giorno nove del mese di luglio alle ore 18:00 nella sala delle adunanze del Comune suddetto, convocata nelle forme di legge, la Giunta Comunale si è riunita con la presenza del Sindaco e degli assessori» – così recita la Delibera di Giunta n. 81 del 2009 nonostante subito dopo la stessa Delibera attesta che il Sindaco-Presidente Salvatore Galluzzo sia assente.

La Delibera di Giunta 81/2009, premesso tutto ciò che vi ho detto finora, decide di affidare l’incarico all’avvocato Pietro Galluzzo (fratello dell’allora Sindaco Salvatore, oggi Vicesindaco) del Foro di Locri per promuovere ricorso davanti al Tar Calabria e demanda al Responsabile dell’Area Finanziaria l’incarico di procedere alla liquidazione di un acconto di € 700,00 per le spese vive.
In data 27 luglio 2009 viene sottoscritto un apposito disciplinare di incarico legale e l’avvocato Galluzzo si impegna a espletare l’incarico per un compenso onnicomprensivo massimo di € 6.000,00.

Com’è andato il ricorso n. 944 del 2009 del Comune di Gerace davanti al Tar Calabria?
E’ il decreto 1741 del 9 agosto 2017 a dircelo .
Il ricorso è dichiarato perento. Cioè si è estinto. Morto.
Il Presidente Nicola Durante decide di dichiarare estinto il ricorso datato 12 agosto 2009 poiché «nel termine e nel modo previsti dall’art. 82, co. 1, cod. proc. amm. non è stata presentata nuova istanza di fissazione di udienza».
Cosa dice il primo comma dell’articolo 82 del codice del processo amministrativo?
«Dopo il decorso di cinque anni dalla data di deposito del ricorso, la segreteria comunica alle parti costituite apposito avviso in virtù del quale è fatto onere al ricorrente di presentare nuova istanza di fissazione di udienza, sottoscritta dalla parte che ha rilasciato la procura di cui all’articolo 24 e dal suo difensore, entro centottanta giorni dalla data di ricezione dell’avviso. In difetto di tale nuova istanza, il ricorso è dichiarato perento.»

Sostanzialmente il processo amministrativo è, sì nato, ma è morto dopo circa 9 anni anni perché, secondo il Presidente della Seconda Sezione del Tribunale Amministrativo della Calabria, il ricorrente non ha mai presentato una nuova istanza di fissazione dell’udienza.
Perché non è stata presentata?
Il Comune di Gerace, così convinto dell’illegittimità dell’esclusione dal finanziamento, come pensava di far valere le proprie ragioni?

Fatto sta che l’avvocato Pietro Galluzzo comunica al Comune di Gerace, in data 30 agosto 2017, che il ricorso è dichiarato perento.
E la storia, come dicevamo, si conclude il 31 agosto (soltanto un giorno dopo la comunicazione dell’avvocato) quando il Comune di Gerace con Determina n. 203 liquida la somma di € 5.254, 30 a favore dell’avvocato. 5 mila e rotti che si vanno a sommare ai 700 di acconto.
Totale circa 6 mila euro.

Nove lunghissimi anni. Un processo che si estingue. Un avvocato e un fratello sindaco (oggi vice-sindaco). Soldi pubblici.


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