Alessandro, un volontario della Protezione Civile

La parola di quest’estate, ma purtroppo non solo di questa, è incendio. Tanti sono stati gli incendi, soprattutto nel Sud Italia e in particolare in Calabria, che hanno devastato buona parte delle montagne calabresi.
Ma chi sono gli uomini e le donne che, in alcuni casi, addirittura rischiano la vita per spegnere un incendio?
Tra questi uomini e queste donne ci sono anche i volontari. Tanti sono ragazzi, giovanissimi, che si sacrificano, senza alcuna ricompensa, per prestare un servizio alla comunità di cui fanno parte. Ragazzi che potrebbero fare come il resto dei loro coetanei, cioè utilizzare l’estate per riposarsi e per divertirsi.
Invece scelgono di fare volontariato, con grande generosità e altruismo. A questi ragazzi dobbiamo dire grazie.
Alessandro è uno dei tanti volontari e a lui ho chiesto di raccontare la sua storia.


Mi chiamo Alessand
ro Colacino, ho 20 anni e sono uno studente di Ingegneria Gestionale, all’Università della Calabria. Vivo in un piccolo ed accogliente paese di alta collina, Tiriolo, situato nel punto più stretto della Calabria. Si tratta di uno dei tanti comuni della pre-Sila catanzarese e ogni anno, nei mesi estivi, vede i suoi boschi martoriati da decine di incendi che, spesso, purtroppo, minacciano anche abitazioni e mettono a repentaglio l’incolumità pubblica e privata.

Nell’estate del 1982, un gruppo di ragazzi tiriolesi, vedendo la Calabria divorata dalle fiamme, decise di costituire un’associazione che avesse come obiettivo principale la salvaguardia del nostro territorio, mediante la prevenzione e lo spegnimento degli incendi boschivi. E’ così che, 35 anni fa, nacque l’Associazione di Volontariato Diavoli Rossi.
Animato da sentimenti di amore verso la mia terra, prima di tutto, e, poi, di indignazione verso l’inadeguatezza del contrasto a tali eventi, da parte delle istituzioni, ho capito che anch’io, nei limiti delle mie possibilità, dovevo rendermi utile e fare qualcosa per questa terra splendida e dannata in cui viviamo. Da qualche anno faccio parte di questo gruppo di volontari, sempre più stimato per la sua onestà e professionalità.


Io credo che fare volontariato significhi donare una piccola parte di se stessi a chi ha bisogno, donare il proprio tempo, le proprie esperienze e le proprie competenze. Credo significhi farsi portatore di valori nobili come la solidarietà, la generosità e l’altruismo. In un mondo moderno dominato da un forte individualismo, in cui non si ha mai tempo e si è sempre stanchi, fare volontariato è quasi un atto di ribellione, una scossa al normale modo d’essere delle cose.
Ogni tanto qualcuno mi chiede: «ma chi te la fa fare?». La risposta non si può spiegare a parole. Sta nel “grazie” sincero e caloroso delle persone a cui hai portato sollievo; la risposta sta nel sorriso della signora, che ti ringrazia per averle sgombrato la casa dal fango e dall’acqua, dopo un forte nubifragio; la risposta sta nella bottiglia d’acqua fresca che ti porgono, per ringraziarti di aver fermato in tempo le fiamme che minacciavano un’abitazione. “L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo”, scriveva il tragediografo greco Sofocle.

Un normale intervento AIB (Anti Incendio Boschivo) dura, generalmente, qualche ora. Tutto ha inizio con la segnalazione del rogo, da parte del Sindaco, delle Forze dell’Ordine oppure da un semplice cittadino. Una volta ricevuta la segnalazione, vengono contattati rapidamente i volontari e i capi-squadra operativi organizzano la squadra o le squadrette che devono partire. Si corre in sede e in tempo record ci si cambia: tuta ignifuga, scarponi, guanti, casco e fazzoletto, per ripararsi dal fumo. Il più veloce prende le radio, grazie alle quali le squadre potranno poi comunicare ed essere coordinate e un bel po’ d’acqua per rinfrescarsi, dopo aver finito. Si mettono in moto i mezzi e, non appena si è pronti, si parte! Questa procedura deve avvenire nel minor tempo possibile, generalmente una decina di minuti, perché, mi hanno insegnato, è determinante arrivare sul luogo dell’incendio quando il suo fronte non è ancora troppo esteso.
Arrivati sul posto, il capo-squadra decide qual è il modo e il punto migliore per attaccare le fiamme: se a rischio ci sono case, capannoni, ricoveri di mezzi, attrezzature o animali, allora essi assumeranno la priorità e verranno messi in sicurezza, prima di tutto il resto.

La nostra parola d’ordine è “sicurezza”. La maggior parte degli incendi boschivi interessa zone in cui il terreno è particolarmente ripido, se non accidentato. E’ fondamentale raggiungere le fiamme e iniziare a operare con cautela, posizionandosi in quella parte di terreno già percorsa dal fuoco, scongiurando così il rischio che le fiamme possano raggiungerci in seguito a un cambiamento di direzione del vento. Se il fuoco si trova in punti difficili da raggiungere, anche con oltre 200 metri di tubo, allora lo spegnimento avviene senza utilizzare acqua, ma con attrezzi manuali, di cui ogni mezzo deve essere fornito. Una volta terminate le operazioni di spegnimento e di bonifica, stremati, anneriti dal fumo che fa lacrimare gli occhi e respirare a stento, si rientra col passo stanco verso la sede. Dopo aver rifornito i mezzi di acqua, così da essere pronti per un’eventuale prossima partenza, ognuno ritorna a casa.

Norcia

Chi sono gli uomini e le donne che fanno tutto ciò? Volontari e volontarie dalle età e dalle storie diverse, ciascuno con le proprie gioie e preoccupazioni, uniti in una grande famiglia dal desiderio comune di offrire il proprio contributo in una terra splendida, che viene ogni giorno stuprata da malaffare e interessi disonesti.

L’estate che sta per finire, soprattutto in Calabria, è stata drammatica dal punto di vista degli incendi boschivi. Da un’analisi condotta dal Dott. Paolo Cappadona, responsabile dell’Unità Operativa area indirizzo e coordinamento della Protezione Civile Calabria, si evince come nell’intervallo temporale che va dal 15 giugno al 10 agosto 2017, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il numero di incendi boschivi che ha interessato la nostra regione è quasi raddoppiato. Si passa dai 2818 del 2016, ai 5155 del 2017. Sempre nel periodo preso in esame, la provincia maggiormente colpita è Cosenza, con 1675 interventi per incendi registrati (un anno fa 778). Come scrive il Dott. Cappadona sulla sua pagina Facebook, «i risultati sono oggettivamente allarmanti ed impongono una seria riflessione».

In questa estate infuocata, rilevante, nella lotta agli incendi boschivi, è stato il contributo fornito dal Volontariato il quale, spesso, si è dovuto sostituire alle istituzioni. Nell’ambito del Sistema di protezione civile della regione Calabria, il Volontariato rappresenta la componente operativa più numerosa. Nel nostro territorio, si contano, infatti, circa 200 Associazioni, per un totale di 8000 volontari che svolgono attività diversificate quali antincendio, soccorso alpino e speleologico, soccorso sanitario, attività cinofile, ecc.

Ha poche settimane di vita la Consulta regionale del volontariato di protezione civile. Finalmente, in Calabria, grazie alla nascita di quest’organo, le associazioni di Volontariato godranno di un coinvolgimento diretto nelle attività di Protezione Civile. E’ un enorme piacere per me, l’elezione nel Consiglio direttivo della consulta, in rappresentanza della provincia di Catanzaro, di Mimmo Rocca, uno dei padri fondatori dei Diavoli Rossi, nonché suo attuale vice-presidente.

Io ho solo vent’anni e della vita non ho ancora scoperto quasi nulla. Una cosa, però, in questi pochi anni da volontario, l’ho imparata: aiutare chi si trova in difficoltà regala emozioni che sono tra le più belle che un uomo possa vivere. Sembra banale o scontato, ma è vero che si ha in cambio molto più di quanto si è dato. Non parlo di soldi, oppure di guadagni, parlo di cuore, di anima. Parlo di qualcosa di invisibile, immateriale, che riesce a farti sentire “pieno”, felice. E non è neppure tutto qua. Far parte del mondo del Volontariato significa crescere, imparare, conoscere persone fantastiche e confrontarsi con esse. E io mi sento fortunato e onorato di farlo nei Diavoli Rossi, un gruppo splendido che da 35 anni, tra mille difficoltà, lavora, con entusiasmo e determinazione, incarnando il motto: “Volontari puri, generosi sempre”.


📣Iscriviti al canale Telegram: clicca qui!
📣Segui il blog su Facebook: clicca qui!

💳 Fai una donazione: clicca qui!