Locri, ma la trasparenza? Nessuna risposta


Locri, ma la trasparenza? E’ una domanda che ho fatto più volte.
Ho scritto già tre post con questo titolo, questo sarà il quarto e l’ultimo. Non ne scriverò più, non vale la pena.
Son passati 129 giorni dal primo post e a distanza di più di 4 mesi la certezza è una sola: un’Amministrazione Pubblica che non vuole, o ancora peggio, non è capace di ascoltare e quindi rispondere al cittadino non è un’Amministrazione che funziona.
E se un’Amministrazione non funziona qualcuno si dovrà assumere le responsabilità.

La storia inizia il 31 ottobre 2016 quando su questo blog scrivo un post con il quale evidenzio il fatto che la sezione Amministrazione Trasparente del sito istituzionale della città di Locri è incompleta.
Mancano, a titolo di esempio, i dati previsti dall’articolo 14 del decreto legislativo 33 del 2013.
Sono dati non particolarmente importanti, si tratta sostanzialmente dei curricula dei consiglieri e dell’atto di proclamazione degli stessi. Non ci sono soldi di mezzo, né appalti né bandi né bilanci.
Ma sono dati che devono essere pubblicati per legge.
Il post viene commentato sui social dal Dott. Francesco Carbone, collaboratore del sindaco Calabrese, che, augurandomi una ‘buona navigazione’ sul sito, mi incolla lo screenshot della sezione Amministrazione Trasparente.
Peccato che io avessi scritto che la sezione è presente sul sito (e ci mancherebbe!) ma non è completa così come prevede la legge. Lui, probabilmente, capisce di aver scritto una sciocchezza e, in pochi minuti, cancella il commento.

Nel secondo post, datato 28 novembre 2016, torno sull’argomento facendo notare che già l’OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) ammoniva il Comune di Locri.
“E’ doveroso segnalare alcuni aspetti critici riscontrati nel corso della rilevazione, quali l’incompletezza dei dati riportati nella sezione Amministrazione Trasparente, oltrechè il mancato puntuale aggiornamento degli stessi”, così scriveva l’OIV il 19 febbraio 2016.

Dopo il secondo post scrivo un’email al Dott. Domenico Libero Scuglia, Segretario Generale nonché Responsabile Trasparenza e Anticorruzione del Comune di Locri.
Il 20 dicembre ricevo una risposta e il 27 dicembre la determina n.127 (di cui scrivo nel terzo post) impegna la somma di € 4.000/annui per acquistare un software (ditta Pa33 S.r.l.) che dovrebbe servire per attivare il servizio sulla trasparenza e sull’anticorruzione nella Pubblica Amministrazione di cui al D. Lgs. 33/2013, compresi gli obblighi relativi al formato dei dati, alla pubblicazione, all’esportabilità delle informazioni, etc.
Ad oggi non si hanno notizie di questo software. La grafica e i dati della sezione Amministrazione Trasparente sono identici a quelli che c’erano già prima dell’acquisto del software.

Passano altri giorni e il 2 gennaio invio una richiesta formale di accesso civico.
L’articolo 4 del Regolamento Comunale per l’accesso civico prevede che in caso di mancata risposta il richiedente, cioè io, può ricorrere al titolare del potere sostitutivo cioè il Responsabile del settore Affari Generali, dott. Sergio Marasco e così faccio. Il 13 febbraio, cioè dopo più di un mese, invio la richiesta al titolare del potere sostitutivo.
Non riceverò mai una risposta.
Ma non finisce qui.

Il 27 febbraio durante il Consiglio Comunale l’avv. Antonio Cavo, capogruppo di minoranza, fa notare che sul sito del Comune risulta consigliere l’avv. Mammoliti, in realtà dimessosi in precedenza, e non il consigliere che gli è subentrato, cioè Schirripa.
E qui la sorprendente risposta del sindaco Calabrese: «è vero che il sito non è aggiornato ma ciò è dovuto al fatto che non abbiamo il personale che assolve questo compito».
Come se un contribuente dicesse all’Agenzia delle Entrate che non paga le tasse perché non ha un mezzo per raggiungere la sede dell’Agenzia. Incredibile ma vero!
Il giorno dopo, però, il nuovo consigliere Sergio Schirripa compare magicamente sul sito al posto dell’ex consigliere Mammoliti. Evidentemente il personale è stato trovato!
Degli altri dati, invece, non si sa nulla.

Il 6 marzo, infine, invio un’altra email al Segretario Comunale chiedendo spiegazioni riguardo alla mancata risposta alla richiesta di accesso civico. Ma anche in questa occasione, nessuna risposta.

La storia finisce qui, con questo post.
La mia era una richiesta assolutamente legittima a cui un’Amministrazione Pubblica seria avrebbe dovuto rispondere in pochissimi giorni. Seria, appunto.
La Legalità è anche Trasparenza.
Ricordatelo quando nei prossimi giorni, davanti al Presidente della Repubblica, davanti a Libera e davanti alle associazioni antimafia di tutta Italia, vi riempirete la bocca di belle parole.

Iscriviti al canale Telegram: clicca qui!
Segui il blog su Facebook: clicca qui!

Rispondi