La vita (triste) di Matteo

E’ lombardo e ha quasi quarantaquattro anni. E’ famoso e lo è diventato a causa del suo mestiere.
Mestiere, in verità, è una parola grossa perché, durante i primi 44 anni di vita, praticamente non ha mai lavorato.
Da 20 anni fa il politico di professione e vive così, di politica.
Sogna di fare il Presidente del Consiglio del suo Paese che dice di amare tanto: l’Italia.

Pare che non gli piaccia più di tanto studiare.
Si è diplomato al Liceo Classico ‘Manzoni’ di Milano e successivamente si è iscritto alla facoltà di Storia.
Laurea mai conseguita, ha mollato dopo sedici anni: «prima la Padania libera della mia laurea» – disse una volta. Spesso fa il simpatico. Anzi, fa ridere.
La sua attività politica inizia nei Comunisti Padani.
Nel 1993 è consigliere comunale di Milano e nel 1999 si fa conoscere anche in Tribunale: condannato alla reclusione di 30 giorni per oltraggio a pubblico ufficiale.
Aveva scoperto come si lanciano le uova ad un pubblico ufficiale e per questo fu condannato.
Quando scoprì cosa si prova a ricevere uova addosso invece disse: «Non auguro a nessuno di dover schivare petardi, sassi, uova lanciati da quattro disadattati da rieducare. Qualcuno lo denunciamo, che dite?».
Nel 2004 diventa europarlamentare. Nel 2006 ridiventa consigliere comunale. Nel 2008 viene eletto alla Camera dei Deputati mentre nel 2009 ridiventa parlamentare europeo. Nel 2013 viene rieletto alla Camera dei Deputati.
Nel 2016, infine, ridiventa consigliere comunale a Milano.
Riepilogando: dal 2004 al 2006 è stato contemporaneamente consigliere comunale di Milano e parlamentare europeo; dal 2008 al luglio 2009 è stato contemporaneamente consigliere comunale di Milano e parlamentare italiano; dal luglio 2009 a ottobre 2012 è stato contemporaneamente consigliere comunale di Milano e parlamentare europeo; dal dicembre 2013 ad oggi è contemporaneamente parlamentare europeo e segretario federale della Lega Nord.
Nonostante ciò, rappresenta ancora il nuovo che avanza.

Ama l’Italia e sopratutto gli italiani. Ma non proprio tutti gli italiani.
Alla festa di Pontida nel 2009 viene ripreso in un video mentre, con un bicchiere di birra in mano, intona un coro offensivo contro i napoletani.

Di cori da stadio se ne intende e probabilmente gode come un matto a cantare: nel 1999 intonava in Consiglio Comunale: «prefetto italiano, via da Milano».
E’ un provocatore e provocare gli riesce abbastanza bene.
Di sue provocazioni se ne potrebbero raccogliere a migliaia.

Ama le felpe e spesso le usa per manifestare la sua appartenenza a una comunità. Si è cucito addosso centinaia di felpe alcune con su scritto il nome di qualche regione meridionale che pochi anni prima aveva denigrato pubblicamente.
Per ciò non è buon visto a Sud di Roma.

Ma la sua più grande ossessione sono gli immigrati.
La sua soluzione è geniale, l’ha scritta lui stesso su Facebook ed è questa:«12 BARCONI carichi di immigrati (tutti pacifici?) sono stati segnalati a Sud di Lampedusa. Fosse per me li aiuterei, li curerei e darei loro cibo e bevande. Ma li terrei al largo e NON LI FAREI SBARCARE, ne abbiamo abbastanza. Siete d’accordo?».

Questo è Matteo Salvini ed è giusto ricordarlo a chi sta facendo di tutto per consegnargli il Paese.


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