Dice sempre le stesse cose

foto: pagina Facebook

Su Youtube alle parole Nicola Gratteri sono associati sedicimila e trecento risultati.
Sono convegni, presentazioni di libri, interviste, brevi dichiarazioni, lezioni e così via.
Fare il riassunto di questi sedicimila video sarebbe facilissimo e se qualcuno ci provasse son sicuro che riuscirebbe a comprimere il tutto in un video di appena mezz’ora.
Sì, il suo essere pratico e sintetico aiuterebbe ma non è questo il motivo principale.
La ragione principale è semplice: dice sempre le stesse cose.

Su Rai3 è stata appena trasmessa l’intervista che Riccardo Iacona ha fatto al magistrato geracese.
Il giornalista di Presa Diretta è andato a trovarlo nel suo nuovo studio a Catanzaro e gli ha posto alcune domande.
La chiacchierata tra il giornalista e il magistrato segue la linea di molte altre interviste, le domande son le solite. Le risposte pure.
L’intervista è stata preceduta da qualche anticipazione sui giornali.
Succede sempre così: prima anticipazione dell’intervista sui giornali (soprattutto quando è un’intervista importante, in questo caso prima serata sulla Rai), poi l’intervista, poi il nulla.
I temi ricorrenti sono questi: la storia della sua mancata nomina a Ministro della Giustizia per il volere dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la presenza di magistrati all’interno delle logge massoniche deviate, la ‘ndrangheta che è entrata prepotentemente dentro le pubbliche amministrazioni, la presenza accertata della ‘ndrangheta al Nord da più di 30 anni, la perdita di credibilità da parte dello Stato a causa del malfunzionamento della giustizia e poi le possibili soluzioni: da quelle lungo termine (più istruzione, poi più cultura) a quelle di breve termine (riforma del codice penale, del codice di procedura penale e del codice penitenziario).
Riforme di breve termine, è sempre bene ricordarlo, prima richieste dal Governo Renzi poi fatte sbiadire nel giochetto parlamentare senza che nessuna opposizione cogliesse l’attimo per farle sue.
Ogni tanto una sua idea, matura di almeno 10 anni e accompagnata da una dichiarazione recente, fa notizia e va sui giornali per qualche giorno perché strettamente correlata alla notizia del periodo.
Esempio: la sua contrarietà alla legalizzazione delle droghe leggere, tornata in voga qualche tempo dopo la presentazione delle proposte di legge sul tema in Parlamento.
Insomma, chi ha letto i suoi libri o chi ha visto o letto qualche sua intervista potrebbe prevedere con largo anticipo il 90% delle sue risposte.

Lui, testardo, da 30 anni, dice sempre le stesse cose: su La7 come sulla Rai, nella biblioteca di Ardore come nella grande libreria di Milano, in Italia come all’estero.
La politica, ancora più testarda, da 30 anni, fa finta di non sentire e come una delle tre scimmiette, preferisce tapparsi le orecchie.


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