#ReferendumCostituzionale: game over

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Si chiude la campagna elettorale/referendaria più strana che io abbia mai seguito: toni altissimi da una parte e dall’altra, minacce, insulti, scorrettezze, previsioni catastrofiche e chi ne ha più ne metta.
La posta in palio è altissima, si modificano formalmente 47 articoli della Carta fondamentale dello Stato, implicitamente si modifica la Costituzione tutta.
La posta in palio è alta e la campagna referendaria non poteva che andare così com’è andata.
In UK, Jo Cox, deputata, è stata uccisa alla vigilia del Referendum sulla Brexit; in Usa, durante la campagna elettorale, il candidato presidente Donald Trump ha promesso di far arrestare, una volta eletto, l’avversaria politica.
In Italia, al massimo, una scrofa ferita e un pò di voto clientelare. Non lamentiamoci.

Chi è stato quotidianamente con me nell’ultimo mese sa che non sono un ultras nè del nè del no. Ho assistito a qualche dibattito tecnico tra giuristi, ho letto attentamente il testo della riforma e ho cercato di analizzarla punto per punto anche su questo blog.
Purtroppo la riforma tocca tantissimi articoli ed è naturale che una modifica così ampia contenga alcuni elementi positivi e altri negativi. Ho fatto sintesi bilanciando i pro e i contro e in questo modo ho scelto cosa andrò a votare domenica prossima.
Non ho provato a convincere nessuno nè sono caduto nella trappola di chi prova a persuadere gli elettori presentando la rosa dei nomi di chi è a favore o di chi è contro questa riforma. Le scelte sono soltanto due ed è ovvio che le accozzaglie che formano i due schieramenti siano del tutto eteregonee: uomini di immensa cultura che ammiro hanno dichiarato che voteranno , uomini di immensa cultura che ammiro hanno dichiarato che voteranno no.
E’ un referendum politico? Sì, certamente.
Mettendo da parte la personalizzazione del Presidente del Consiglio (“se perdo lascio la politica”), c’è mai stato un referendum che non sia stato anche politico? No.
Tutti i referendum sono politici, c’è chi vince e c’è chi perde. E chi perde si assume le responsabilità.

Ci lasciamo dietro una campagna referendaria insolita ma che con tutti i suoi difetti ha avuto sicuramente un pregio: quello di aver avvicinato, in un modo o nell’altro, il cittadino alla materia costituzionale ovvero alla Politica.
Forse perchè la materia è estremamente importante, forse perchè l’istituto del referendum ci rende protagonisti.
Ho visto leggere gli atti dell’Assemblea Costituente a chi non sapeva nemmeno di quanti articoli fosse composta la Carta. Ho visto i cd. disillusi dalla politica aspettare con ansia un dibattito politico sul tema.
Quanto sarebbe bello se quest’ondata di curiosità per questa materia così affascinante non andasse scemando da lunedì!
Comunque vada, raccogliamo quello che di buono hanno prodotto questi mesi.

Votate con la pancia, votate con la testa. Votate contro Renzi o contro Grillo.
Oppure votare nel merito della riforma.
Abbiamo ancora la possibilità, votiamo.

IL MIO PRONOSTICO:
SI 51,5% NO 48,5% e il Presidente del Consiglio fa un rimpasto di Governo.


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