Qualche considerazione dopo #ElectionNight

Che in queste ore i social abbondino di esperti di politica americana, di comunicazione politica e addirittura di sociologia americana non è una novità. Siamo stati sismologi dopo il terremoto, politologi dopo le recenti elezioni amministrative, giuristi dopo qualche sentenza e ora, in attesa del fatidico quattro dicembre, ci siamo scoperti tutti costituzionalisti.

Non sono sufficientemente esperto di politica americana nè ho seguito la campagna elettorale statunitense per poter esprimere, con certezza, così frequente nei commenti che leggo, un giudizio chiaro su ciò che è accaduto questa notte.
Notte storica, sì, questo senza ombra di dubbio, come tutte le notti passate che hanno visto nascere una nuova presidenza degli Stati Uniti d’America.

Di seguito due considerazioni (sono più che altro domande) di carattere generale:

1. Nei mesi passati ci hanno detto che se avesse vinto il Leave in UK l’economia inglese sarebbe esplosa e ci sarebbe stata una vera e propria catastrofe economica, ma il Leave ha vinto ugualmente.
Abbiamo sentito che se avesse vinto lo xenofobo e razzista Donald Trump avrebbe fatto implodere gli Stati Uniti e con loro tutto il mondo (chissà, sarà così?!), ma Donald Trump ha vinto ugualmente.
Non sarà che ai cittadini, cioè al famoso “popolo” che si reca alle urne, non interessa proprio niente di ciò che il media mainstream diffonde nei mesi antecedenti le elezioni?
In sostanza, i media classici hanno perso la propria capacità (se mai ce l’abbiano avuta) di influenzare una consultazione democratica? O al contrario, con questa brutta abitudine di attribuire effetti catastrofici a tutto continuano a influenzare ma questa volta in senso opposto?

2. Ho letto, da più parti e da più giornalisti, anche stranieri, sia nel caso della Brexit e sia stanotte, che la vittoria del Leave in UK e di Trump negli Stati Uniti sia sintomatico dell’ignoranza dell’elettorato attivo. E alcuni (ironizzando, spero) si sono lanciati in una fantomatica proposta che è quella di abolire il suffragio universale (proprio così!).
E’ o no troppo comodo far finta di nulla e nascondersi dietro un dito dicendo che siccome non è andata come tutti si aspettavano e come doveva andare allora la “colpa” è degli elettori che non hanno capito (o forse hanno capito fin troppo bene?) gli effetti dell’uscita dall’Europa del Regno Unito in un caso e della vittoria di Donald Trump nell’altro.

E’ la democrazia. Ed è democrazia anche quando non ci piace il risultato.


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