All’Unical la terza carica dello Stato

L’appuntamento è alle ore 11 in Aula Magna. Il titolo del convegno è Donne, Mezzogiorno, Europa e l’ospite d’onore è la terza carica dello Stato, Laura Boldrini.
Per entrare è necessaria la prenotazione.
Piccolo problema: non è stato indicato nè sulla locandina nè sul sito unical.it.
Gli studenti, i padroni di casa, aspettano fuori e assistono alla contestazione che un gruppo di studenti ha organizzato per denunciare l’inefficienza del Centro Residenziale.
Chiedono la “testa” del pro-
rettore Luigino Filice.
Dentro la Beniamino Andreatta politici, giornalisti e scolaresche.
“Mi dispiace, ci sono già 100 persone in piedi, ora vediamo, magari dopo…”.
Ci lasciano entrare poco prima dell’inizio e in realtà ci sono, si e no, venti persone in piedi (probabilmente agenti di polizia) e addirittura alcune poltroncine sono vuote. Bah!

Il convegno inizia alle 11.40 con i saluti del Magnifico Rettore che, in modo sfrontato, come se davanti agli occhi avesse chi, in questi giorni, evidenzia pubblicamente e a più riprese le criticità del Campus, snocciola uno dopo l’altro i soliti dati: il numero di pasti serviti dalle quattro mense, le case dello studente, il Cus e gli iscritti che aumentano.
Peccato venga contestata la qualità e l’efficienza dei servizi e non la quantità, che c’è, e lo sappiamo.
Dopo aver letto la lunga lettera ricevuta dal sottosegretario assente Dorina Bianchi, dà notizia che la deputazione parlamentare calabrese è assente perchè impegnata in una riunione a palazzo Chigi.
In realtà sono presenti Jole Santelli e Roberto Occhiuto i quali lasciano l’Aula Magna e indignati attaccheranno più tardi il rettore Crisci, simpatizzante PD.

Subito dopo prende la parola la presidente Boldrini che concentra il suo breve intervento sulla pessima condizione della donna, in particolare al Sud.
“C’è una diseguaglianza nella diseguaglianza. Al Sud resta a casa, senza studiare, senza lavorare, una giovane donna su tre”. Poi elogia la Calabria per aver approvato la legge regionale sui centri antiviolenza e le case rifugio addirittura nel lontano 2007 mentre la Convenzione di Istanbul è stata ratificata dal Parlamento soltanto all’inizio dell’attuale legislatura.
Parla del linguaggio di genere, che dice, non è cacofonico, anzi “dobbiamo usarlo, ce lo dice la Crusca”.
Ingegnera, architetta, sindaca, rettrice, ministra, signora presidente.
Le donne si rispettano anche così, ne è proprio convinta l’onorevole Boldrini che ha introdotto il linguaggio di genere nel regolamento della Camera dei Deputati.
Chiude l’intervento ricordando Jo Cox e preannunciando che il 21 ottobre sarà a Melito in occasione della manifestazione nazionale contro la violenza di genere.

L’iniziativa coordinata da Giovanna Vingelli del Centro Women’s Studies “Milly Villa” prosegue con l’intervento della dottoranda di ricerca vincitrice della borsa di studio assegnata grazie ai diritti d’autore del libro Lo sguardo lontano, Alessia Tuselli.
Ringrazia la terza carica dello Stato per l’opportunità offertale.
Rivendica l’importanza dello spazio culturale qual è l’Università e sottolinea l’influenza che il linguaggio ha sulla società.
“Se non ci chiamiamo non esistiamo”, dice.
Tra gli applausi un abbraccio commosso con Laura Boldrini chiude il suo intervento.

Seguono gli interventi di Nicola Fiorita, Marta Petrusewicz, Domenico Tulino, Gaelle Cariati e Micaela Filice. Le scolaresche, annoiate, lasciano la sala ben prima della fine.
In un’Aula Magna ormai semi deserta concluderà Francesco Raniolo, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.

Prima di lasciare il Campus la presidente Laura Boldrini, a cui è stato riservato un tavolo ad hoc, pranza alla mensa Maisonettes tirata a lucido per l’occasione.

Prima viene negato loro l’accesso all’Aula Magna, poi osservano increduli l’insolita efficienza della mensa che non sembra più la stessa: sinceramente, non è stata una giornata di festa per gli studenti, ripeto, padroni di casa.

Signora presidente, non è tutto come sembra.

Immagine in evidenza: unical.it
Qui le altre foto.

 

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