Locri 2024, ma sul serio?

Dopo il 9 acciuffato nella classifica dell’estate redatta niente di meno che da LaRiviera, che ha permesso alla città di classificarsi seconda, tra Gioiosa&Roccella e Portigliola, Locri adesso è in una vera e propria fase di trance agonistica.
Finita l’estate da 9 (da 9? ma quale? dove? quando?) ecco l’annuncio shock del sindaco della città: Locri è pronta ad ospitare una tappa dei Giochi Olimpici 2024.
Se c’era un sindaco nella Locride che poteva affiancarsi a Occhiuto in questa a dir poco stravagante proposta era senz’altro Calabrese. E così è stato.
Due sindaci più simili di quanto possa sembrare.
Ossessionati dall’immagine delle loro città, pensano in grande sognando lo straordinario.
Per dirla alla Matteo Renzi, politici del fare. Fare che spesso si trasforma in apparire.

Non sono passati trent’anni, ma solo cinque, da quando l’attuale sindaco di Locri, dal palco del cinema Vittoria chiudeva la campagna elettorale del 2011 parlando di ordinario e straordinario.
L’ordinario, diceva bene, deve essere sempre garantito.
Faceva l’esempio della lampadina sotto casa, delle strade pulite, del parco giochi funzionante e di tutti quei servizi che, imprescindibilmente da tutto, devono essere sempre garantiti al cittadino.
Soltanto dopo l’ordinario viene lo straordinario, in quel caso il Porto Turistico e il Nuovo Lungomare.

Oggi lo straordinario sono i Giochi Olimpici del 2024 di cui tanto si sta parlando.
E allora, se pensiamo in grande, significa implicitamente che siamo pronti e che la città gode di buona salute. Le buche sono scomparse e le strade sono perfette. I marciapiedi son puliti e i cassonetti profumati. La raccolta differenziata va alla grande. Le battaglie contro lo smantellamento dell’ospedale, della rete ferroviaria jonica e del trasporto locale sono state vinte. E poi il palazzetto e i due campi da calcio a 8, lo stadio, le scuole…
Insomma, che, come si sente dire, va tutto bene.
Ma così non è e non possiamo prenderci in giro, nè possiamo illuderci che un grande evento una tantum ci aiuti ad uscire dal cono d’ombra.

Le promesse dei grandi eventi, gli annunci-spot, il fumo negli occhi, la propaganda, forse sono utili in campagna elettorale quando i cittadini ripongono le ultime speranze in uno o nell’altro candidato augurandosi che qualcosa realmente cambi.
Ma quando la campagna elettorale è finita e dopo qualche anno, alla prova dei fatti, è tutto come prima, forse peggio, allora questi annunci lasciano il tempo che trovano e bisognerebbe rassegnarsi al fatto che la fantasia non può prendere il posto della realtà.
E i cittadini non si accontentano di sogni e fiori, ma vogliono, dignitosamente, Vivere.

Se invitiamo il mondo a casa nostra, casa nostra deve essere pronta ad accogliere il mondo. Noi non siamo pronti ad accogliere due turisti nei tre mesi d’estate, figuriamoci tutto il mondo…

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...