Mamma Santissima che silenzio

E’ stata una mattinata turbolenta, l’ennesima, quella di ieri per la città e la provincia di Reggio Calabria e per tutta la regione.
I magistrati della DDA della procura di Reggio dopo le inchieste degli ultimi mesi che hanno portato all’arresto di figure eccellenti compiono un altro importante passo avanti con l’operazione Mamma Santissima.

Cos’è Mamma Santissima?
E’ la ‘ndrangheta che si fa politica: i clan più influenti che di fatto occupano gli spazi imprenditoriali, politici e le istituzioni, scelgono chi deve essere candidato e poi eletto e chi invece deve rimanere al palo.
E il politico una volta eletto risponde inevitabilmente a chi gli ha consegnato in mano il potere, fa il servo e il debole.
Dal 2001 al 2010 elezioni comunali, provinciali e regionali e addirittura nazionali e europee influenzate da una “cupola” o loggia massonica-mafiosa.
In poche parole elezioni influenzate dalla Santa, la nuova ‘ndrangheta nata dal summit di Montalto del 26 ottobre 1969.
Evoluzione che ha permesso alla vecchia ‘ndrangheta di penetrare, corrompere e occupare il mondo politico-istituzionale.

E’ sicuramente un’inchiesta importante poichè viene ufficializzata, secondo l’accusa, l’esistenza di un livello influente e in grado di dettare le linee strategiche dell’organizzazione criminale più potente al mondo.
Ma nulla che già non si sapesse, almeno informalmente.
Lo sapevano tutti ma oggi è tutto documentato con più di 500 mila intercettazioni, frutto di 50 inchieste rilette e convogliate in un unico procedimento, da Meta a Crimine-Infinito passando per Bellu Lavuru, Olimpia, Gambling e tante altre.

Fanno sorridere le dichiarazioni di chi non vuole ammettere che la politica calabrese è stata (è ancora?) per un certo periodo subordinata alla criminalità.
Diecimila voti fanno comodo a tutti e, si sa, quando servono i voti non puzzano mai.
Non fa sorridere, anzi fa tanta tristezza la non-indignazione, la non-rabbia dei cittadini calabresi.
Eppure tra i nomi che compaiono nell’inchiesta della DDA ci sono imprenditori, mafiosi e soprattutto politici, alcuni attualmente in carica.
C’è un senatore della Repubblica, Antonio Caridi, per il quale è stato chiesto l’arresto.
Ma, anche se non indagati, sono coinvolti anche altri politici: Giuseppe Scopelliti e Pietro Fuda.
Secondo la magistratura “gli avvocati Paolo Romeo e Giorgio De Stefano avrebbero avuto un ruolo determinante per l’elezione di Giuseppe Scopelliti e Pietro Fuda, rispettivamente a Sindaco del Comune di Reggio Calabria e a Presidente della Provincia di Reggio Calabria”.
Saranno i processi a verificare ciò che scrive oggi la Procura di Reggio Calabria ma il mondo politico non può e non deve aspettare le sentenze.
E non è una questione di garantismo o di giustizialismo.
La cosiddetta opportunità politica ha maglie più strette della giustizia.

Può un uomo politico, sfiorato da più inchieste della DDA ma senza mai essere indagato, rappresentare dignitosamente, con disciplina ed onore (articolo 54 della Costituzione) una città o una Nazione?
Può una maggioranza bulgara cancellare in un colpo ombre e sospetti più o meno gravi?
Può una cittadinanza rassegnata e abituata a tutto fare finta di niente, ingoiare e subire immobile anche questa?
Può esserci, all’indomani dell’ennesima importante inchiesta, questo solito silenzio assordante?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...