Lieto fine

Il fatto non sussiste, il giudice di Palmi Silvana Labate ha assolto Agostino Pantano.
Agostino Pantano è un giornalista accusato di essere un ricettatore.
Il reato di ricettazione è disciplinato dall’art 648 del codice penale: è ricettatore chi, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto.
In questo particolare caso la cosa ricettata è (addirittura!) una notizia.

Conoscevo già la storia ma sono state le sei video-pillole autoprodotte e pubblicate dallo stesso Pantano sul suo profilo Facebook, attraverso le quali l’ormai ex imputato racconta tutte le fasi dell’inchiesta e sottolinea le incongruenze tecniche e giuridiche del caso, a farmi appassionare ancor di più a questa straordinaria vicenda.
La storia inizia nell’aprile/maggio del duemiladieci quando il giornalista scrive ventotto articoli pubblicati su Calabria Ora in tredici giorni diversi nei quali informa sulle motivazioni che avevano portato allo scioglimento del consiglio comunale di Taurianova un anno prima.
L’ex sindaco Rocco Biasi si sente diffamato e querela Pantano.
Nell’ottobre del 2011 il Gip di Cosenza archivia perchè nell’attività di informazione il giornalista non aveva fatto altro che esercitare il suo diritto di cronaca e di critica politica.
Nel giugno del duemilaquattordici, a distanza di quattro anni, Pantano viene indagato per ricettazione (di notizia!) e va a processo.
Oggi il lieto fine: l’assoluzione e la fine di un processo che sarebbe potuto essere molto più importante e grave di quello che è realmente stato.
Un’eventuale condanna sarebbe stata un precedente pericoloso e avrebbe, di fatto, costretto tutti i giornalisti a vivere nel terrore di finire sotto processo e di vedere i propri articoli trasformati in corpi di reato.
Quasi commovente la festa di articoli a difesa della libera manifestazione del pensiero quale conseguenza del sollievo e della gioia dei colleghi di Agostino Pantano al momento dell’assoluzione a formula piena.

Pericolo scampato, fine di un’assurda vicenda.
Lieto fine per Agostino Pantano, per i suoi colleghi, per la libertà di stampa.

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Agostino Pantano (foto Facebook)

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