L’Unical è davvero tra le migliori?

Lo scorso otto giugno il Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, convocò una conferenza stampa per illustrare i risultati positivi raggiunti dall’Unical.
Un insieme di dati e di classifiche che dipingono l’Università della Calabria come una tra le migliori università d’Italia.
L’illustrazione dei dati si concentrò su tre macrosettori: eccellenza scientifica, didattica di qualità e modello di Campus.
Per quanto riguarda l’eccellenza scientifica l’Unical, nella classifica CWTS, elaborata dall’Università di Leiden, figura al 212 posto nel mondo ed è prima assoluta in Italia rispetto all’analisi condotta sul top 1% della produzione scientifica.
Oltre alla classifica CWTS anche il ranking ARWU, elaborato dall’Università di Shangai, e il Ranking Web of Universities premiano per l’ottimo lavoro di ricerca l’Università della Calabria.
La didattica fu definita di qualità e a testimonianza di ciò furono snocciolati i dati relativi al questionario online che gli studenti poterono compilare nel primo periodo didattico. Nessuna classifica esterna, “solo” opinioni degli studenti.
Studenti che più di qualsiasi ranking possono verificare direttamente e quindi giudicare la qualità della didattica.
L’85% degli intervistati esprime piena soddisfazione, con punte di apprezzamento del 95% registrate sugli aspetti inerenti la valutazione della serietà e alla disponibilità dei docenti.”
Arriviamo al modello di Campus. Qui, la classifica che vede l’Unical posizionarsi al terzo posto tra gli atenei italiani di grandi dimensione (da 20mila a 40mila studenti), è quella elaborata dal Censis, Centro Studi Investimenti Sociali.
Il Censis valuta le Università tenendo conto di 5 famiglie di indicatori: servizi, borse e contributi, strutture, web e internalizzazione.
L’Unical, rispettivamente, ricevette un punteggio di 110, 103, 80, 92, 72 con una media di 91,4 che consolidò il terzo posto dietro Perugia e Pavia.
Saltano agli occhi il 110 nei servizi offerti agli studenti, massima valutazione in Italia e il 103 in borse e contributi.
Chi non vive il Campus a 360 gradi è portato a pensare che i servizi sono ottimi e che i ragazzi non hanno di che lamentarsi.
Chi vive il Campus e conosce i disservizi, i ritardi, le insufficienze della segreteria, ecc, va a leggere la nota metodologica cercando di capire se in questi anni ha vissuto in una realtà parallela a quella raccontata dal Censis.

Illustriamo nel dettaglio i dati presi in considerazione dal Centro Studi per la voce servizi: n° pasti erogati nell’anno solare 2013 / totale degli iscritti A.A.13-14 e n° di posti e contributi alloggio al 1/11/2014 / iscritti residenti fuori regione A.A.2013- 14.
Ecco, il 110 incassato e così tanto vantato è frutto di una mera comparazione numerica dei pasti erogati sul totale degli iscritti e dei posti alloggio sugli iscritti fuori regione.
Borse e contributi invece tiene conto della spesa degli Atenei e degli Enti del Diritto allo Studio per interventi a favore degli studenti A.S. 2013 / totale degli iscritti A.A.2013-14. Anche qui una statica descrizione numerica.

Che il numero di servizi che offre l’Unical sia notevole è sotto gli occhi di tutti: 2000 posti letto, 5 mense, un Centro Sportivo, musei, biblioteche, ecc ecc.
Ma che la qualità di questi servizi sia il top, no, non possiamo affermarlo nè dimostrarlo.
Se i Centri che stipulano queste classifiche valutassero qualitativamente e non solo quantitativamente il servizio mensa, i servizi igienici, i servizi di segreteria, la puntualità (!) nell’erogazione delle borse di studio o gli alloggi, probabilmente l’Università della Calabria non potrebbe più permettersi il terzo posto.
E forse nemmeno il quarto o il quinto.

E’ giusto gonfiare il petto d’orgoglio se la tua Università si attesta tra le migliori d’Italia e in alcuni casi tra le migliori al mondo sopratutto nella ricerca, ma sarebbe altrettanto giusto non nascondere le carenze organizzative, i continui ritardi (es. la prima tranche della borsa di studio erogata dopo un mese dalla scadenza; seconda tranche ancora da erogare nonostante il termine sia scaduto il 30 giugno) o i servizi igienici da terzo mondo (es. bagni sporchi, cestini stracolmi e puzzolenti).
E l’elenco potrebbe continuare…

Evidentemente la qualità dei servizi non fa classifica ma condiziona, altrochè, la vita degli studenti all’interno del Campus e dire che va tutto bene, in realtà, non fa bene a nessuno.

 

foto Paolo Verduci.jpg
foto di Paolo Verduci

 

Un pensiero riguardo “L’Unical è davvero tra le migliori?

  1. Anche perché se uno studente deve passare il 20% del suo tempo all’interno del campus, confuso per una pallina da tennis da far rimbalzare fra i vari dipartimenti e il centro residenziale (tra i quali c’è una coordinazione di informazioni quasi pari allo zero) visto che sono gli stessi studenti a dovere occuparsi della burocrazia e dello smistamento della documentazione tra i vari uffici, allora che importanza ha avere biblioteche, corsi extracurricular, teatri, associazioni per l’aggregazione, ecc. Se poi tra le lezioni, e il tempo perso solo perché all’addetto/a in segreteria (come molte volte ho sperimentato personalmente) quel giorno non andava di fare niente. L’Unical ha un grande potenziale, ma è semplicemente gestito dalle persone sbagliate, o che semplicemente non ne sono in grado, tutto qui. Basterebbe solo la volontà di vedere la verità, e quella di volerle cambiare.

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