Per la storia e per quei colori

Sporting
Scrivere di una cosa che hai visto nascere, crescere, combattere, vincere e infine morire non è facile, semplicemente perché non riusciresti mai, anche qualora tu lo volessi, a scrivere in modo oggettivo.
Scriverai spinto esclusivamente dalle emozioni che quella cosa che senti un pochino tua ti ha fatto vivere.
Ti leggerà anche chi quelle emozioni non le ha vissute o non le ha vissute come le hai vissute tu.
Una buona scrittura o il tentativo di coinvolgere il tuo lettore, tutto ciò sarà vano.
Chi legge sarà sempre terzo e mai parte della storia.

«Lo Sporting Locri lascia Locri».
Chi prima e chi dopo, tutti i quotidiani locali titolano così.
Sant’Andrea Apostolo dello Ionio dista settanta km da Locri e questo paesino di duemila anime che affaccia sul Mar Ionio sarà la nuova casa della squadra di calcio a 5 femminile che ha fatto la storia di questo sport a Locri e non solo.
Che la squadra dovesse lasciare Locri e la provincia di Reggio Calabria era nell’aria già da tempo: il primo cambio di nome, il secondo, il cambio di marchio, infine il motivo solo formalmente decisivo: la chiusura temporanea del Palazzetto dello Sport della Città.
Una manna dal cielo che arriva in soccorso di chi, fino a quel momento, non aveva validi motivi per scappare e non sapeva né come né quando comunicare ai tifosi e all’intera città l’addio.
La fine della storia d’amore tra lo Sporting e la sua città viene decretata con un post su Facebook del neo presidente della squadra che annuncia il nuovo palazzetto, quello di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio per l’appunto, all’interno del quale le calcettiste disputeranno le partite del prossimo campionato di Serie A Elite.

Una storia d’amore lunga 5 anni: dal campionato CSI allo spareggio del 27 maggio 2012 con Mangesa Augusta che fece entrare la squadra tra le big d’Italia. Dalle trasferte nella vicina Puglia al viaggio infinito nel lontano Veneto. Dalla salvezza sofferta alla Coppa Italia. Dalla Coppa Italia ai Playoff scudetto. Da Armeni a Lapuente passando per Ferrara. Dalle cavalcate di Fragola ai dribbling di Corio, dal blocco locrese alla fantasia delle spagnole passando per l’esperienza delle reggine, dalle braccia aperte di Capalbo alla corsa trionfale di Lioba.
A sostenere la squadra prima pochi intimi, poi centinaia e centinaia di persone che da tutta la Calabria accorrevano al Palazzetto per incitare – sempre sportivamente, da sottolineare – le ragazze.
Un gruppo di giovani ha trasformato quello che era un progetto utopistico in una storica realtà.
Niente marketing ma sudore, voglia di mettersi in gioco e tanta passione.

Le domeniche al palazzetto, le domeniche di trombette e tamburi son finite.
Chi non sostenne mai quei colori continuerà a non farlo.
Chi sostenne un altro amaranto continuerà a cantare per quell’altro amaranto.
Chi invece sostenne sin dall’inizio queste ragazze dovrà accontentarsi dei ricordi di una società e di una squadra che fecero conoscere in giro per l’Italia, nelle vittorie e nelle sconfitte, sempre e solo la parte pulita di Locri.

Per la storia e per quei colori, forza Sporting.


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