Senza la voglia di trovare un titolo

Avrei voluto scrivervi del viaggio a Roma, delle passeggiate in centro, dell’amatriciana e dei fucili grandi quanto una chitarra tra le braccia dei militari giù nella metro.
Avrei voluto farvi vedere le foto del mio primo viaggio insieme a Lei, le foto di un amore che su un intercity corre sui binari.
Ci sono alcune notizie però, che, più di altre, ti arrivano dritte alla pancia forse perchè conosci il protagonista della storia o forse perchè il fatto è avvenuto vicino a te o semplicemente perchè ciò che è accaduto è drammaticamente assurdo.
Se le notizie di questo tipo sono più di una e tutte vicine nel tempo e nello spazio allora la voglia di scrivere di un viaggio e di un amore non ce l’hai e non te la riesci a far venire.
Venti giorni fa uno studente ventiduenne ha avuto la freddezza di arrotolare un lenzuolo e impiccarsi appendendosi all’armadio. I genitori che, preoccupati dal fatto che il figlio non rispondesse al telefono, lo hanno raggiunto e hanno aperto la porta di casa si sono trovati davanti alla scena più straziante a cui una coppia di genitori possa assistere.
Due giorni fa un trentunenne è stato ucciso da un amico il quale dopo avergli sparato lo ha avvolto in un tappeto e fissandolo con un nastro adesivo lo ha sigillato con alcune buste di plastica.
Oggi un diciannovenne dopo aver accoltellato il coinquilino si è ucciso buttandosi dal quarto piano del palazzo in cui viveva per frequentare l’Università.
Nel primo caso si è parlato di depressione, per studio o per amore poco importa.
Nel secondo caso il movente sarebbe un debito di qualche decina di migliaia di euro.
Del terzo caso ancora si sa poco o nulla e forse è meglio così.
Tre giovani morti, tre famiglie distrutte e un campus universitario che domattina si sveglierà e tornerà alla routine quotidiana ancora più destabilizzato e incredulo di prima.
Tre fatti che se non fossero successi in un lasso di tempo relativamente breve e in uno spazio abbastanza circoscritto avrebbero ben poco in comune.
Se parlassimo di fatti accaduti in una grande città lontana dalla tua allora la notizia passerebbe senza troppi problemi e tu la leggeresti con la solita superficialità, ma la città in questo caso è la città in cui vivi, i palazzi sono quelli che vedi ogni giorno, i protagonisti sono ragazzi che incontri sul pullman, che incroci sul ponte.
E allora la notizia non passa, si ferma e non ti fa studiare, ti cambia la giornata.


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