Rosy Bindi all’Università della Calabria

“Attuare la Costituzione, costruire la democrazia per sconfiggere le mafie.”: è questo il titolo della quarta tappa del percorso che Pedagogia della R-esistenza e il dipartimento di Lingue e Scienze dell’Educazione hanno deciso di intraprendere nell’a.a. 2015/2016.
L’ospite d’onore di questo venerdì è Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia.
Sono le 11 e 15 di una giornata uggiosa.
In un’aula Caldora blindatissima, circondata dalle forze dell’ordine, sono presenti, come al solito, centinaia di studenti.
Conclusi i saluti istituzionali del Rettore Gino Mirocle Crisci, del prefetto Gianfranco Tomao, del Colonnello dei Carabinieri Fabio Ottaviani, del Colonnello della Gdf Marco Grazioli e del Direttore del Dipartimento Franco Altimari, il professore Giancarlo Costabile presenta e dà la parola all’on. Bindi.
“Buongiorno a tutti. Qui all’Unical ormai mi sento come a casa”.
Esordisce così la politica di Sinalunga che il 26 ottobre scorso, insieme ad una delegazione della commissione antimafia, aveva tenuto un seminario con i rettori di tutte le Università del Sud all’interno del Campus di Arcavacata.
Fa i complimenti all’Ateneo per l’iniziativa e sottolinea più volte il vuoto contenutistico che i programmi didattici universitari italiani hanno quando si parla di mafia. “Può un laureato italiano non conoscere il fenomeno mafioso? No, non ce lo possiamo permettere.”
E’ carica e si vede sin da subito. Parlerà, sì, di mafie ma anche e sopratutto di politica.
“I calabresi fuori dalla Calabria sono primi in tanti settori, perchè la Calabria non riesce a diventare una regione normale? La responsabilità non è solo dello Stato centrale ma pure di una classe dirigente libera che, qui, spesso manca.”
Non entra nel merito dei recenti arresti che hanno coinvolto l’ex sottosegretario Sandro Principe ma promette che la commissione farà la sua parte anche in questo caso.
Riprendendo le parole del Colonnello Ottaviani illustra come la criminalità organizzata riesca a infiltrarsi e a condizionare il meccanismo democratico e costituzionale qual è un elezione e riferendosi alla “lista degli impresentabili” che tanto scalpore suscitò alle regionali del 2015 annuncia che quest’anno sarà difficile ripetere quel lavoro considerata la mole di candidati dei 1300 comuni che si recheranno alle urne.
Attacca, se pur indirettamente, il suo segretario di partito su più fronti.
“Ai referendum si deve andare a votare e fanno bene i presidenti di Camera e Senato ad invitare i cittadini a non disertare le urne, io il 17 aprile andrò a votare.”.
E sul referendum costituzionale di ottobre anticipa:”Studiate bene la riforma costituzionale, il Parlamento deve rimanere al centro della vita democratica di questo Paese, un uomo solo al comando non è mai andato bene.”
Adesso è un fiume in piena.
“Sono contro le leggi-bavaglio, a volte capiamo più dalle intercettazioni che dal Consiglio dei Ministri, purtroppo.”.
E’ un riferimento chiaro alla vicenda che ha travolto l’ex ministro Federica Guidi.
Va giù pesante anche con Bruno Vespa autore dell’intervista al figlio di Totò Riina.
“Bruno Vespa ha intervistato uno che aspira a diventare il capo della riorganizzata Cosa Nostra come avrebbe intervistato un vegano o un ministro, i mafiosi si devono incalzare. Si fermino queste cose e non chi liberamente fa informazione” – e ancora – “Vi invito ad andare a guardare l’intervista, io l’ho guardata il giorno dopo così da non alzare lo share del programma”.
Conclude ritornando sul tema principale del seminario.
“Con la sola repressione non si vincono le mafie. Le mafie hanno consenso. Quando ho visto come il quartiere di Bruxelles difendeva Salah Abdeslam ho pensato alle famiglie di ‘ndrangheta della Locride o ai clan della Camorra. Abbiamo vinto il terrorismo sia quello rosso sia quello nero perchè abbiamo prosciugato loro il consenso, e così vinceremo le mafie.”

Il suono degli applausi scroscianti rimbalza sulle ampie vetrate dell’aula Caldora.

Sono le 13 e 15 e anche oggi, come venerdì scorso, fuori è uscito il sole.

Rosy Bindi

 

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